I sindacati: quando mai si impara di più stando meno a scuola?

Responsabile è il ‘lupo famelico’, “il tagliatore”: Giulio Tremonti.

Settembre 2008. Il governo non apre il confronto, tanto meno coi sindacati, e blinda i decreti.

Ascoltiamo l’insegnante Ivana Luppi: “Non si può rispondere a problemi complessi con risposte semplici. E’ difficile cambiare una società partendo da provvedimenti esteriori. Lavorare in gruppo è stimolante e utile ai bambini. A fare le spese della “riforma” saranno le famiglie più povere”.

CGIL. La scuola non è un servizio commerciale; è il principale elemento di promozione sociale. L’insegnante unico sarà costretto a procedere selezionando più che includendo. Si torna indietro con un solo scopo: ridurre i costi.

UIL. Il maestro unico non potrà sostenere più di 24 ore alla settimana. Come sarà garantito il tempo pieno? Con cooperative? Attraverso l’intervento degli Enti locali?

CISL. Primum salvaguardare la qualità del servizio. Grembiulini e voto in condotta? Sono interventi di facciata. E’ come decidere di imbiancare una casa che va ristrutturata.

Raffaele Bonanni (5-10-08): “Responsabile delle politiche restrittive di Gelmini-Brunetta è il ‘lupo famelico’, il ‘tagliatore’: Giulio Tremonti. Chiedo un confronto. Procedere a schiaffoni è inaccettabile”.

CISL di Verona: è in atto nella scuola un profondo mutamento, difficile da definire ‘riforma’: è un taglio netto e consistente delle risorse che venivano spese precedentemente. Tutto per decreti legge.

Si prevede di:

– aumentare di un punto il rapporto docente – alunni: dall’ 8,94 di oggi al 9.94 della media UE;

– nel triennio 2009-11, una riduzione del 17% del numero del personale amministrativo, tecnico e ausiliario;

– revisione dell’assetto organizzativo e didattico secondo criteri quali l’accorpamento, la revisione della formazione delle classi, della consistenza degli organici, del personale docente e ATA, dei centri di istruzione degli adulti.

– Economie previste attraverso tali provvedimenti:

anno                            milioni di euro

2009                                 456

2010                                1650

2011                                2538

2012                                3188

Totale                              7832

Ricordiamo che il Piano prevede la riduzione di 87.000 posti di docente e di 44.500 tra direttori amministrativi, collaboratori scolastici e assistenti tecnici.

I sindacato ripetono, con scarso ascolto:

– con la riduzione dell’orario scolastico i bambini torneranno a casa alle 12,30, mentre i genitori sono al lavoro. Con il maestro unico cala il tempo scuola da 30 a 24 ore settimanali e calerà la qualità dell’istruzione. Madri e padri che lavorano dovranno rivolgersi ad associazioni o privati per la custodia dei figli;

– male i tagli dei corsi serali;

– già molte classi straboccano di alunni;

– è piano di dismissione della scuola pubblica, più povera e meno qualificata, con meno istruzione e meno servizi alle famiglie;

– è giusto che gli insegnanti guadagnino 1.200 euro al mese? Si degrada una delle funzioni sociali più importanti;

– molte cose è bene cambiare nella scuola, ma non è una soluzione il taglio degli insegnanti senza prima un criterio di selezione;

– si sta facendo violenza nella vita di 87.000 + 44.500 famiglie (personale docente e non docente);

– è pietra tombale sul tempo pieno e incentivo all’abbandono scolastico;

– la percentuale di sostituzione del personale pensionato è del 10% nel 2009; del 20% per gli anni 2010 e 2011; del 50% per il 2012. Sarà sopportabile per la scuola?

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