Conosciamo un po’ meglio gli africani che vivono tra noi (10)

Istruzione ed educazione in Africa nel secolo scorso

Tra la prima e la seconda guerra, si formarono le generazioni dei giovani africani nati nel regime coloniale; per loro essere istruiti era l’essenza di ogni cosa.

Le istituzioni per l’istruzione era fondamentalmente due: la chiesa e la scuola. Per ‘chiesa’ intendiamo le realtà ecclesiastiche approdate in Africa provenienti dal mondo latino e da quello anglosassone o germanico: le chiese cattoliche, protestanti e luterane. Ogni paese colonizzatore si portava dietro nelle colonie i propri “padri o suore” missionari che dovevano ‘evangelizzare’ che significava, nel linguaggio del tempo, “civilizzare” i cosiddetti “bons sauvages” (buoni selvaggi).

La seconda istituzione, la scuola, aveva come compito principale quello di preparare i futuri amministratori delle colonie: i responsabili locali. Dalla scuola dovevano uscire “i cittadini locali istruiti sui modelli” di chi li ha civilizzati, aprendo loro gli occhi: quelli cioè che hanno appreso a leggere e a scrivere.

In entrambe le istituzioni, chiesa e scuola, il cittadino africano apprende piano piano a distaccarsi dalle proprie tradizioni culturali, abitudini , usanze e sopratutto da alcuni degli ideali che incarnavano le sue tradizioni. Inizia la rottura con il mondo della propria convinzione culturale e religiosa.

Sono deplorevoli l’umiliazione e il senso di frustrazione che accompagnavano questa negazione di sé.

L’istruzione come apprendimento scolastico, come arte di imparare a scrivere, a leggere e a contare, ha suscitato e continua a suscitare il desiderio di grandezza, di quasi onnipotenza. Essa  ha portato addirittura a forme di sopraffazione e a soprusi da parte di quelli che si ritengono più istruiti rispetto a quelli che non potevano permettersi di sedersi su uno sgabello sotto la capanna della scuola. Non di rado ha portato a conflitti tra etnie. E’ il caso di tutsi e  hutu, in Burundi e in Rwanda.

L’ambiguità di queste situazione è dovuta al fatto che chi si vantava di essere qualcuno perché in possesso di qualche diploma scolastico si è trovato a dover continuamente misurarsi con pesanti situazioni di non accettazione di sé, della sua gente, di discriminazione perfino da parte di amministratori coloniali che avevano investito su di lui in istruzione e in desidero di emancipazione. Questo ha scatenato la molla della Educazione come forma del riscatto da situazioni difficili.

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