Anno scolastico 2008-2009. Alcuni dati riferiti agli studenti.

– Verona: sono circa 3.000 gli studenti di nazionalità non italiana negli ultimi 3 anni; molti parlano bene l’italiano. Luciana Marconcini (direttrice didattica): “Siamo attrezzati. Forse gli studenti italiani per alcuni aspetti ci rimettono; ma imparano a rispettarsi, a rendersi conto delle difficoltà gli uni degli altri. Prestando aiuto, crescono e imparano molto”.

– Italia: è anno da record. La scuola italiana vive l’anno più multietnico della sua storia: gli immigrati erano 574.000 nel 2007; sono 614.000 nel 2008, il 7% degli iscritti. Presenza triplicata in 6 anni.

Alunni disabili:

– in Italia, alle elementari, aumentano di 25.000; ad accoglierli ci sono oltre 5000 insegnanti in meno. Alle superiori aumentano di 14.000 e gli insegnanti diminuiscono di 6000;

– a Verona sono 2.409 (l’aumento è di 100). Gli insegnanti a loro servizio restano fermi a 1.500.

Docenti.

– A Verona, nel 2008, sono più di 9.000, aumentati di 45. In seguito alla riforma, in alcuni anni, 740 perderanno il posto: 58 alle scuole dell’infanzia; 309 alle elementari; 177 alle medie; 196 alle superiori. Lo stesso accadrà a 537 impiegati del settore tecnico amministrativo. Salteranno per primi i supplenti annuali.

Il ritorno al maestro unico può eliminare un terzo dei docenti elementari.

– In Veneto i maestri titolari sono 18.270 e 1.735 i supplenti. Saranno quasi 7000 (un terzo) in meno; a Verona saranno 600 in meno nel giro di 5 anni.

– Veneto: nel 2008 gli alunni erano 568.747; hanno lasciato 61.592, il 10,8%. La Regione taglia 500.000 euro per l’integrazione.

– La busta paga degli insegnanti (media 27.285 euro all’anno) è leggera rispetto agli insegnanti del resto d’Europa e rispetto ai dipendenti pubblici. Il potere d’acquisto, dal 1995 a oggi, è calato del 21%.

* Settembre 2008. Sono 45.000 tra bidelli e personale tecnico e amministrativo i “figli di nessuno” messi fuori dalla scuola in seguito alla “riforma”.

Assessore Donazzan (agosto 2008): già allora rileva che la presenza di stranieri può danneggiare l’intera classe, per cui, “per non declassare la qualità della scuola veneta” e garantire la miglior istruzione, propone che l’inserimento in classe di immigrati avvenga secondo due principi: le quote (la legge fissa un numero percentuale massimo di immigrati per classe) e il livello di apprendimento dell’italiano: chi non lo sa deve essere inserito in prima elementare, indipendentemente dall’età. Imbarazzo e umiliazione dello studente? Non contano. La scuola è anche premura, vicinanza, solidarietà e aiuto a chi ha bisogno? Non conta.

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