Presenza e qualità dei parlamentari europei italiani (7)

Silvio Berlusconi, nel suo ruolo di parlamentare europeo (20 luglio 1999 – 20 giugno 2001. Non aveva cariche di governo), è stato presente 10 volte su 131 sedute. Record assoluto di assenteismo: il 92,4%. Secondo: Marcello Dell’Utri. Terzo: Gianfranco Fini.

E Berlusconi ha il coraggio di dire: “I candidati sono spesso vecchi arnesi della politica: le sinistre liberano il campo in Italia e li mandano in Europa in pensione, soltanto interessati al compenso e molto spesso assenteisti. Noi vogliamo rinnovare la nostra classe politica, con persone colte, preparate, che garantiscano la presenza a tutte le votazione e che magari non siano maleodoranti e malvestite, come personaggi che circolano nelle aule parlamentari candidati da altri partiti”.

Chi fa affermazioni come queste deve spiegare i dati ufficiali:

– nella legislatura europea precedente all’attuale i rappresentanti di Forza Italia sono stati, quanto a presenze, tra i peggiori del continente: su 25 azzurri che si sono avvicendati a Strasburgo, la più assidua, Eleonora Lo Curto, è al 125° posto;

– soltanto 5 (cioè la stessa Lo Curto, Sebastiano Sanzarello, Paolo Bartolozzi, Mario Mauro e Antonio Tajani, che è al 385° posto, sono tra i primi 500 in classifica. Gli altri 20 sono molto sotto. Tranne Maddalena Calia (al 537° posto) e Gabriele Albertini (688° posto), gli altri affondano oltre il 700° posto. 14 (il 56%)  sono tra le maglie nere, oltre l’800esima posizione. Modelli?

Magari bastasse  non essere maleodoranti e malvestiti!

Molti nostri parlamentari europei sono stati assenteisti e super pagati.

Occorre anche chiedersi perché parlamentari tra i più presenti e propositivi nel lavoro europeo non sono stati ricandidati. Tra questi due veneti (Costa e Gottardi) hanno dichiarato che in Italia nessuno, a partire dal partito di appartenenza, si è informato, forse neppure si è accorto, del loro lavoro.

Altra domanda: perché illustri eletti nella precedente legislatura (Frattini, Gruber, Santoro, …) hanno lasciato il loro impegno europeo prima della scadenza?

* Annotazioni significative di Jas Gawronsky, parlamentare europeo per parecchi anni:

“Quasi nessuno dei deputati italiani padroneggia l’inglese. Un terzo sono euro fannulloni; sarebbe meglio che non ci fossero: non seguono, non capiscono, talora compromettono l’immagine dell’Istituzione. Un terzo sono diligenti (dato non sufficiente). Un terzo fa funzionare il Parlamento. I migliori: Rosario Romeo, Giuliano Ferrara,  Gabriele Albertini, Mario Mauro, Carlo De Romanis. Purtroppo la nostra classe politica, lo dicono tutti, è scadente: senza preparazione e senso dello Stato”.

* Valutazione del Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso: “Gli italiani? Non hanno l’influenza che meriterebbero a Bruxelles. Molti di loro non ci sono mai e per questo non riescono ad avere peso nel Parlamento Europeo”.

Per quali obiettivi si battono gli attuali nostri rappresentarci nel Parlamento europeo?  Che idea di Europa hanno essi e i partiti che li hanno candidati? Sono presenti?

Qualcuno lo sa?

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