Conosciamo un po’ meglio gli africani che vivono tra noi (6)

I valori universalmente riconosciuti nella tradizione culturale africana sono la fratellanza (che è tolleranza), la comunità, la famiglia, la solidarietà (che è ospitalità). I valori civili non sono distinguibili da quelli religiosi. Sono tutt’uno: non c’è distinzione tra sacro e profano, tra spirituale e umano. Dove l’umano è totalmente e completamente vissuto, li è intervenuto il divino e quindi lo spirituale.

Altro valore tipico del continente nero è la speranza,  l’ottimismo. Riportiamo un canto di speranza:

“Giorni e giorni sono sfuggiti

siamo campo che migra nel dolore

negli occhi degli ultimi nati

piccoli dei amati

brilla in sorrisi di lacrime

una speranza

Forse davanti abbiamo giorni migliori!”

La tradizione dà alla vita una visione spirituale: tutti gli esseri e la stessa natura visibile sono considerati legati al mondo dell’invisibile, del divino e dello spirito;  il sensibile fa tutt’uno col sovrasensibile.

La solidarietà, la comunità, la famiglia e la fratellanza esprimono la comune appartenenza all’unica madre: la Terra! Al defunto si augura che la terra gli sia leggera. Il punto centrale della solidarietà è la relazione, che fa dell’individuo un soggetto collettivo nel senso di appartenenza e di condivisione dei valori, delle storie, delle sofferenze, delle gioie e delle responsabilità. Lo spazio esprime la possibilità di incontri e di contatti; lo spazio “relazionale” è socialmente ed emotivamente connotato, accogliente, incerto, talvolta precario, perfino ostile. Il tempo invece abbatte le distanze geografiche ed esprime le vicinanze tra i simili (uomo-uomo; donna-donna; uomo-donna….nel senso anche etnico,) e tra i dissimili (uomo-natura).

Avere una persona anziana in seno alla propria famiglia vuol dire possedere un “inesauribile pozzo di saggezza, di esperienza; come dice lo scrittore Hampatè Ba, “un anziano che muore, è una biblioteca che brucia”.  Circa il tema della malattia e della morte, si usa un detto: “il morto non è morto, ha solo raggiunto l’altra sponda del fiume!!!”

Qui sorgono parecchi interrogativi che ci permettono di capire meglio il senso di una tale affermazione.

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