Conosciamo un po’ di più la scuola italiana: pregi e magagne

Abbiamo visto l’origine della “riforma” Gelmini (anno 2008) e le sue conseguenze due anni dopo (anno 2010). Ora recuperiamo alcuni dati che ci permettono di capire meglio ciò che è avvenuto, ciò che sta avvenendo e il futuro che ci aspetta.

Conosciamo un po’ di più la scuola italiana, con pregi e magagne

Dati Censis (giugno 2008):

– l’80% degli adolescenti italiani si chiede che senso abbia stare sui banchi scolastici;

– il 55% ritiene scontata l’iscrizione all’Università “per mancanza di alternative”;

– per oltre un quarto dei ragazzi tra i 14 e 19 anni non serve un titolo di studio per trovare un lavoro.

E’ convinzione diffusa che studiare di più e più a lungo non paghi: altri sono i percorsi di costruzione dello status personale e del benessere sociale. Manca fiducia.

Ancora:

– l’età media dei docenti in Italia è più alta rispetto al resto d’Europa: il 53% ha più di 50 anni;

– i docenti italiani guadagnano meno dei colleghi europei;

– l’Italia spende molto per la scuola. Eppure l’Europa boccia i nostri studenti;

– nella coscienza nazionale la crisi della scuola non è fatto di cui preoccuparsi, anche se, nei rari casi in cui se ne parla, si dice che la riforma scolastica deve essere profonda e meditata.

* Preoccupante (settembre 2008): in Italia gli analfabeti totali sono 782.000. Sei milioni hanno frequentato poco e male le elementari. 20 milioni (il 36,5% della popolazione: un italiano su tre) hanno seri problemi di comprensione di un testo o sono in difficoltà ad esprimere per iscritto i propri pensieri. In Veneto ogni anno 1800 ragazzi si perdono tra terza media e superiori.

* Cittadinanzattiva (settembre 2008): sicurezza e qualità degli edifici scolastici lasciano a desiderare. Un piano del governo prevede di mettere in sicurezza le prime 100 scuole.

* Dati OCSE (settembre 2008): siamo tra i Paesi che spendono meno nell’istruzione: il 9,3% nel 2005 (nei Paesi OCSE la media è del 13,2%). Dobbiamo investire bene.

Nelle classi elementari mediamente abbiamo 18,4 bambini, contro i 21,5 della media OCSE.

I nostri bambini passano a scuola 990 ore all’anno, contro  le 796 della media OCSE.

Nelle elementari l’Italia spende 6.835 dollari all’anno a studente, contro la media OCSE di 6.252.

Il costo diminuisce man mano che si sale nei gradi di istruzione.

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