Pecora nera

Lettera pervenuta e volentieri pubblichiamo.
Probabilmente le “pecore nere” sono tante. Se facessimo più squadra, molte cose cambierebbero nella nostra società.

Pecora nera.

Ciao Tito!

Come stai?

Ti scrivo due righe solo per ringraziarti dei messaggi che mandi: mi sento sempre una pecora nera quando si parla di alcuni argomenti tabù (in primis la solidarietà). E’ bello qualche volta trovare altre… pecore nere!

Ho insegnato in una terza elementare a Pizzoletta, quest’anno.

17 alunni: 3 ghanesi, 1 rumena, 1 brasiliana, 1 dominicana, 1 marocchina, 2 napoletani, 2 siciliane, 6 più o meno nati in zona.

E’ Pizzoletta, non la periferia delle grandi città.

Quando la Gelmini ha lanciato la geniale idea del tetto del 30% di bambini stranieri nelle classi (poi rivisto, rispiegato e… cancellato perché qualcuno deve averle fatto notare l’idiozia dell’idea), io ho appeso in classe una vignetta della Cisl con due scolari: un bambino “con la pelle pallida” che chiedeva a una bimba “con la pelle scura”: “MI AIUTI?”

Avevamo anche pensato di invitare il ministro ad un confronto nell’arte oratoria con Jerushah, venuta in Italia direttamente dal Ghana a 6 anni!

I bambini di Pizzoletta, inoltre, non avrebbero una scuola senza immigrazione!

E’ impossibile non pensare di dover cambiare se tutto intorno cambia!

Grazie ancora e… viva le pecore nere!

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