Ci fidiamo di quest’uomo?

Ci fidiamo di quest’uomo. Come si spiega?

Berlusconi ha la stima di molti italiani. Mi domando come possa essere possibile tenuto conto delle figuracce fatte nei rapporti internazionali:

– ha definito “kapò” un deputato tedesco;

– si è vantato di aver acquisito, grazie al suo sex-appeal, il parere favorevole della Presidente finlandese circa la scelta di una città italiana per l’agenzia alimentare dell’U.E., causando la protesta del governo finlandese nei confronti dell’Italia;

– ha fatto le corna ai ministri europei in occasione di foto di gruppo;

– all’assemblea della FAO a Roma, dove si discuteva della fame di  più di un miliardo di persone, è intervenuto raccontando barzellette e con battute di spirito di bassa lega;

– in una trasmissione televisiva ha dato dei “coglioni” agli italiani che non votano per lui.

* Insomma ha tenuto comportamenti che squalificano l’Italia agli occhi del mondo.

Un amico, medico anestesista che esercita in Uruguay, riferisce che alcuni pazienti gli chiedono come facciano gli italiani, con la loro grande civiltà, a votare per un tale personaggio.

Un conoscente che vive a Londra riferisce che gli inglesi ci deridono per tale presidente, che si definisce il nuovo De Gasperi, offendendone la memoria e che al “Familiy day” ha osannato, da “primus inter pares” con altri divorziati, all’unità della famiglia.

E’ gradito alla maggior parte degli italiani perché, con le sue televisioni e con il suo comportamento di uomo di successo, ha molto contribuito alla degenerazione della qualità del modo di pensare e di comportarsi del Paese, specialmente con programmi diseducativi tipo “Il grande fratello” e “La fattoria”, copiati anche dalla RAI per acquisire “audience” con “L’isola dei famosi” e spettacoli semi licenziosi che esaltano l’immoralità generale, la nudità, la possibilità di fare soldi, la ricchezza ottenuta con ogni mezzo, l’esaltazione del piacere come fine della vita. In particolare le nuove generazioni, ma anche molti altri, assumono come fine della vita le seguenti “S” : soldi, successo, sesso, stupefacenti, sballo, superficialità, sigarette, sbornie, separazioni coniugali. Spariscono altre “5 S”: sentimento, sacrificio, sacralità, solidarietà, serietà. A meno che non si intendano sacre le trasmissioni televisive con un prete poliziotto o con suore che esaltano le virtù delle acque minerali.

Non è da meravigliarsi se Berlusconi viene considerato il campione del bel vivere. Questo ha contribuito, più del materialismo marxista, a scristianizzare l’Occidente, Italia compresa. Le altre culture, sedute sulla sponda del fiume, attendono il cadavere del mondo occidentale cristiano.

Raffaello Didoné

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