Conosciamo un po’ meglio gli africani che vivono tra noi (3)

3. LA SPIRITUALITA’

E’ possibile parlare di Africa come entità unica o si deve parlare di  “Afriche”?

L’Africa ha valori propri oppure fa suoi valori in qualche modo presenti in tutte le culture del pianeta Terra?

E’ giusto parlare genericamente di Africa senza accostarsi, nel dialogo, ai suoi figli e figlie sparsi da secoli nel mondo?

Alla prima domanda, possiamo rispondere che esistono tante Afriche, dal punto di vista politico, economico e sociale. Ma se ci riferiamo a tradizioni culturali e a valori profondamente umani e civili, bisogna parlare di Africa. Gli africani non esitano a parlare della madre Africa, dell’Africa dei padri-fondatori, dei miti e degli antenati. Esistono valori attribuiti nel corso degli anni all’Africa come tale. Sono modi di vivere, di concepire la realtà, di relazionarsi con essa, con il creato, la natura, gli esseri umani e l’Invisibile; è la concezione della vita dalla nascita alla morte.

Alcuni valori sono presenti anche in altre culture; altri sono frutto della lunga esperienza dell’Africa e dei suoi abitanti. Sono spesso tramandati attraverso leggendari cantastorie, narratori professionali ed occasionali, anziani dei villaggi, scrittori moderni, musicisti, cineasti. La figura del cantastorie, il famoso “Griot”, rende grande l’Africa. Egli racconta storie vere (il Mito), storie non vere ma piene di didascalia (favole, racconti, proverbi, indovinelli, canti profani-religiosi, preghiere, narrazione dei sogni).

Le culture africane sono fatte di personaggi (l’antenato, l’anziano, il divino, l’eroe, il sacerdote, il veggente, il preditore, l’umano, il capovillaggio, il saggio, il cantastorie…), di esperienze (nascita, donazione nome, iniziazione all’età adulta, matrimonio, viaggio, iniziazione ai riti segreti di guarigione, trasmissione di poteri, linguaggi verbali (la lingua), orali (narrazioni, racconti), gestuali, corporei (danze, musiche, canti, acrobazie…), artistici (cicatrici, sacrificazioni, tatuaggi, maschere, acconciature), semiologici (uso di simboli…).

Esistono dunque valori specifici che l’Africa, nonostante le traversie, è riuscita a mantenere vivi nella memoria e nella vita ordinaria.

“Le culture africane sono state tramandate di generazione in generazione e nelle tradizioni orali; la parola è come un secchio per chi voglia spegnere un incendio: ognuno lo passa al proprio vicino con tutta la cura possibile, per non perdere nemmeno una goccia”.

Le culture africane sono anche fatte da natura, savana, foresta, vegetazione, colori (alba, tramonto, azzurro del cielo, verde delle piante, chiaro della luna piena….), dagli odori (profumi dei mercati aperti….), dalle cose e dalla relazione dialogica che la persona umana stabilisce con esse (in primo luogo il Creato, la luce, l’acqua, il fuoco, il vento: l’harmattan del’Africa occidentale).

Le culture africane sono fatte di strumenti: rituali (oggetti sacralizzati; es.: il recipiente di zucca, il fucile da caccia, amuleti, braccialetti antimalefici…), musicali (i tamburi, i cimbali, “il gong”….), di potere (lo sgabello per il capovillaggio o l’anziano-saggio).

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