Conosciamo un po’ meglio gli africani che vivono tra noi (1)

L’APPROCCIO CON LE CULTURE DELL’AFRICA

di Jean Pierre Piessou (*)

Conosciamo un po’meglio  gli africani che vivono tra noi

Ritorniamo indietro di una ventina di anni. L’Africa era, per noi, una terra vicina, ma nei fatti lontana. Vivevamo come se non esistesse. Ne sentivamo parlare nelle chiese, quando si raccoglievano soldi per le ‘missioni’. Gli  africani e le loro culture ci erano sconosciuti.

Oggi l’Africa è più vicina e gli africani sono tra noi:  spesso non graditi, ma ci sono.

Di loro diciamo che devono adattarsi ai nostri modi di vivere; devono rispettare le nostre leggi. Ci guardiamo bene, però, dallo spiegare loro quali sono queste  leggi e abitudini.

Un passo non facciamo: quello di conoscere le loro culture, tradizioni, religioni.

L’integrazione non è mai l’adattarsi di un gruppo all’altro. E’ sempre uno scambio. Dal confronto nessuno esce come era prima. Tutti cambiamo e diventiamo un  popolo nuovo.

Diventa importante, in questo cammino che conosciamo almeno alcuni elementi e valori della cultura africana. Proponiamo una serie di articoli che hanno questo scopo: conoscere un po’ meglio gli africani che vivono tra noi.

1. STORIA

Ricerche archeologiche fanno risalire la culla dell’umanità nell’Africa di circa 3,5 milioni di anni fa.

Avvenimenti storici determinanti per l’Africa:

  • la cristianizzazione (IV secolo dopo Cristo). Uomini illustri: Sant’Agostino d’Ippona, San Zeno di Verona, Tertulliano;
  • l’islamizzazione (Conquista di Nord Africa e Sudan)
  • la tratta degli schiavi e il declino dei  grandi regni africani: del Nilo-Egitto-Kush-Axum, l’unico regno cristiano;  i regni Ashanti del Ghana, Dahomey, il regno Zulu, il regno Oyo-Ifè, della Nigeria, il regno Monomotapam (Africa Meridionale)…

L’Africa, secondo la versione occidentale, sarebbe stata scoperta dai Portoghesi grazie alla tenacia di Enrico II. Da allora iniziò la cattura degli abitanti e la vendita degli schiavi in Portogallo (1444). Lo schiavo nero per i nobili portoghesi era un segno di prestigio e di fama. Si nascondeva la schiavitù sostenendo che “i portoghesi vanno in Africa a portare pace e fede”. Nel 1448 sorsero le prime fortezze europee in Africa: Arguin (Senegal), Elmina (Ghana), Porto Seguro (Benin).

La conferenza di Berlino – 1884 (convocata dal prussiano Ugo Von Bismarck) fu l’inizio della spartizione dei territori africani tra gli Stai europei.

La decolonizzazione si realizzò grazie alla determinazione e alla forza di riscatto di personaggi africani, educati alla cultura europea. L’indipendenza inizia negli anni 1956-60. Le élites africane espressero persone quali Kwame Nkrumah, Jomo Kenyatta, Gamal Abdel Nasser, Amilcar Cabral, Alioune Diop, Patrice Emery Lumumba, Frantz Fanon, Hailè Selassiè, Cheickh Anta Diop, Leopold Sèdar Senghor, Julius Nyèrere, Aimè Cèsaire… Il clima ottimista e l’entusiasmo suscitati dalla lotta per l’indipendenza si sfaldarono con i primi colpi di stato sostenuti e promossi dagli ex-colonialisti occidentali. Il primo è avvenuto in Togo il 13.01.1967 col decesso del dott. Sylvanus Olympio. Seguirono vari decessi.

Il neocolonialismo si espresse sotto forma di cooperazione “umanitaria” e militare. L’Africa ripiomba nella miseria e nelle politiche liberiste di un capitalismo egoistico e selvaggio con la complicità di dirigenti africani lanciati dall’occidente.

Il dopo 1989 (caduta del muro di Berlino): tentativi di multipartitismo e di pluralismo di pensiero – riforme strutturali – inculturazione. Sembrava che ci si muovesse nella direzione di una maggior apertura politica all’insegna della modernità e della democratizzazione. Solo il Benin però esce dalla dolorosa crisi a testa alta.

In questo periodo l’Africa vede ritornare sulla scena mondiale il Sudafrica di Madiba Nelson Mandela. E’ la fine dell’apartheid. Il paese volta pagina. Cadono alcune dittature: Moussa Traorè, Sèkou Tourè, Desirè Mobutu, Bedel Bokassa. Muoiono personaggi illustri: Fèlix Houphouet Boigny, Ahmadou Ahidjo, Abdel Nasser, Samora Machel, Agostino Neto (Angola), Thomas Sankara, Ken SaroWiwa (poeta nigeriano impiccato da Sani Abasha dittatore nigeriano).

L’etnocentrismo e il nazionalismo. Ruanda, Burundi, Sierra Leone, Liberia, Sudan, Etiopia e Eritrea, Angola sono stati o nazioni, con caratteristiche comuni: lingua, religione, cultura (abitudini, insegnamenti, modi di essere…).

Il rinascimento africano: da Kwame Nkrumah a Thambo Mbek, nell’Africa sub-sahariana.

L’Africa è costituita da due grandi aree: l’Africa sub-sahariana e l’Africa magrebina, porta d’ingresso verso l’Europa. Per certi aspetti questi due polmoni hanno avuto storie simili (colonizzazione, islamizzazione, cristianizzazione, decolonizzazione, neo-colonizzazione); per altri aspetti le esperienze sono radicalmente divergenti sia al livello politico (tratta degli schiavi) che culturale (tradizioni spirituali, nascita di un figlio/a, donazione dei nomi, riti d’iniziazione, visione di malattia, guarigione e morte….). Alcune pratiche si ritrovano in tutti e due i coni Africani.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Culture dell'Africa, Riflessioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...