Europa, Europa, … (2)

E’ forte il segnale di sfiducia e di allontanamento dei cittadini europei dall’Unione Europea. Siamo popoli chiusi, abituati all’autosufficienza, abituati da secoli a batterci per essere il primo tra noi e a utilizzare gli altri popoli a nostro vantaggio. Questa è la nostra storia. Venendo all’oggi, vanno evidenziate le responsabilità di guide politiche senza prospettive, incapace di guardare oltre gli interessi particolari. In questi ultimi mesi ne subiamo le conseguenze, sul piano dell’economia e della finanza.

Di un’Europa forte abbiamo bisogno. A livello planetario, accanto alla grande potenza tradizionale, gli Stati Uniti d’America, crescono altre potenze, in particolare Cina, India, Brasile, Sud Africa, Arabia Saudita e altri stati arabi, Iran, …

L’Europa, nei secoli scorsi, ha svolto una funzione determinante sul piano culturale, religioso, artistico, sociale , economico e monetario. Oggi, in una competizione mondiale aggressiva e senza scrupoli, o trova l’unità, soprattutto politica, o è destinata all’ emarginazione e alla influenza nelle strategie mondiali.

Eppure l’importanza e la responsabilità di tutti di costruire l’Unione Europea sono marginali nel dibattito politico: quasi non se ne parla. Politici italiani, quando partecipano a organismi europei o visitano Stati dell’Unione Europea, non ci informano sulla situazione e sulle prospettive dei singoli Stati e del Continente, ma ci deliziano dei loro commenti sulle bagatelle italiane, sulle critiche a quanto non funziona e su barzellette varie. Che ne sappiamo noi cittadini dell’Unione Europea?

Sono più di 70 i parlamentari italiani nel Parlamento europeo. Chi li conosce? Quante volte si sono presentati ai mille e mille dibattiti che la televisione ci propina per informarci su quanto bolle in pentola in Europa e per dirci il perché delle scelte compiute? Sappiamo che sono tra i più assenteisti; che guadagnano più dei parlamentari di altri Paesi; che appena vedono la possibilità di un posto al sole in Italia, lasciano il Parlamento europeo e, a volte (vedi Michele Santoro e Lilli Gruber), anche la politica diretta.

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