La democrazia è ancora un bene primario? (1)

Siamo tra coloro che credono fondamentale una democrazia partecipata, di popolo o ci rassegniamo tutti a una democrazia elettorale?

1)      La democrazia è ancora un bene primario, per ciascuno di noi, per noi come popolo?

Molti ritengono che la democrazia in Italia sia in coma profondo.

Parecchi studiosi avvertono che oggi la democrazia tradizionalmente concepita (gruppi organizzati che dibattono e partecipano alla elaborazione di progetti, in vista del bene comune) non regge: occorre inventare modalità nuove e originali che garantiscano la sovranità dei cittadini.

Segno della crisi profonda è la scomparsa di gruppi di base aperti, formati da persone che vivono la vita del loro territorio, che ne conoscono situazione ed esigenze; che si incontrano regolarmente per decidere insieme il meglio per la popolazione. Senza questi gruppi, organizzati in partiti, la politica di popolo muore e non lascia intravedere segni di rinascita.

Conseguenza inevitabile: pochissime persone decidono le scelte da concretizzare e mettono in campo amministratori e politici di contorno, che hanno solo la possibilità di obbedire giulivi e che per questo vengono bene pagati.

Esempio: chi rappresentano i componenti del Consiglio comunale di Verona? Chi li conosce? Perché sono in quella posizione? I più hanno un solo ‘merito’: essere fedeli esecutori degli ordini del capo. Parecchi in 5 anni non avanzano nessuna proposta e non aprono bocca.

La situazione si ripete nei Consigli di Amministrazione degli enti pubblici, nei Consigli provinciali e regionali e in Parlamento.

Altro esempio: verifichiamo le occasioni in cui, nella nostra città e provincia, per lo meno gli iscritti agli pseudo partiti vengono coinvolti nello studio di un problema, in una scelta, nel prendere decisioni politiche e amministrative. Zero o quasi. Spesso si dice che la Lega Nord vince perché sta in mezzo alla gente e ne interpreta i bisogni. Basta interpellare la gente del proprio quartiere, degli altri quartieri cittadini e dei Comuni della provincia: ci sono incontri politici o amministrativi promossi dalla Lega Nord? Zero e miseria. Qualcosa si muove in campagna elettorale. Si tratta però di feste, mangiate, battimani al capo e simili. Di politica solo slogan. Di dibattiti su temi locali: nulla.

Terzo esempio: autodromo di Vigasio e opere collegate (molto più imponenti dell’autodromo stesso). E’ la più importante opera pubblico-privata del nostro tempo nel territorio veronese. Se realizzata, cambierebbe la nostra vita. E noi non ne sappiamo nulla o quasi. Anche amministratori e dirigenti politici del territorio vengono a sapere le decisioni quando ormai sono prese. Dov’è il popolo sovrano?

Diventa così naturale che i nomi di deputati e senatori siano decisi da alcune persone, tante come le dita di una mano; che l’incoronazione di Berlusconi quale Presidente del Popolo delle Libertà sia non a maggioranza bulgara (dittatoriale), ma all’unanimità, senza uno straccio di programma che non sia l’affidarsi al capo. In questa situazione non si capisce perché deputati e senatori, che già non sono autorizzati a pensare, debbano votare. Berlusconi non capisce neppure perché debbano recarsi in Parlamento: che cosa vanno a fare? “Meglio – dice – che votino solo i capi gruppo”. Per ora. Così si fa in fretta. Passaggio successivo (a quando?): visto che si decide altrove, anche il voto dei capi gruppo è una inutile perdita di tempo. Tutto “logico”.

Gli altri partiti fanno sorrisetti di compiacimento.

Lo stesso vale per il rispetto della Costituzione, della Legge in generale, della Magistratura e per il riconoscimento del ruolo del Presidente della Repubblica.

Ci va bene andare avanti così? L’alternativa è la nostra cara Costituzione. Dovremmo decidere di essere Popolo sovrano, di uscire di casa, incontrarci, pretendere di fare politica insieme, dal quartiere, fino alle scelte nazionali, europee e internazionali.

Chi ha alternative le dica.

1 Commento

Archiviato in Commenti, Europa, Riflessioni

Una risposta a “La democrazia è ancora un bene primario? (1)

  1. franco marchi

    Non condivido solo un punto dell’intervento, il rifiuto della presenza e della capillarità della lega in mezzo alla gente con i suoi militanti. La lega è presente nella stessa maniera dei vecchi partiti fino a 20 anni fa. Sottovalutarla è un errore.
    Che poi non faccia incontri collettivi è vero pure quello. Del resto ogni tre anni cambia slogan e linea politico-viscerale. Da pochi giorni almeno due altri esponenti della lega riparlano di secessione e senza escludere vie violente.

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