Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (98)

“La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 27)

I cuori tremano e si sono colmati di ombre

Fausto Pezzato (giornalista)

Il Papa ha invocato misericordia e cristiana accoglienza verso i disperati che approdano in Europa, molti dei quali affogano nel Mediterraneo. Risponde su Repubblica Flavio Tosi: nelle città venete, ormai sature di stranieri, conciliare la quantità con la qualità è molto difficile, se non impossibile. L’invasione senza tregua ha scardinato le regole dell’ospitalità. Le comunità invase sono diventate ipersensibili ai rischi e, tramite i Sindaci, hanno preso provvedimenti restrittivi severi, per non dire illiberali.

Gli appelli generici al buon cuore della gente cadono nel vuoto perché i cuori tremano e si sono colmati di ombre. L’immigrazione ha generato la paura e lo sfruttamento politico della paura.

L’allarme sociale, alimentato soprattutto dalla criminalità, è anche il frutto di una decennale sottovalutazione del fenomeno da parte della nostra classe dirigente. Anche a causa di un buonismo velleitario e inconcludente, ha finito per prevalere la logica delle ordinanze.

In questo malinconico panorama regionale risalta l’assenza dell’opposizione: la gestione di questo complesso e lacerante problema è una esclusiva della maggioranza, della Lega in particolare. Il pragmatismo muscolare ha invaso tutto lo spazio disponibile, proponendosi come una soluzione priva di alternative. Il P.D. ha disertato. Non è rimasto che l’applauso ai vincitori. La proposta di concedere il voto agli stranieri regolarizzati è un nobile messaggio in un contesto sbagliato.

Guido Bolaffi (giornalista)

In Italia il problema immigrati ha il volto della violenza e dell’abuso, anche come conseguenza di anni di rinvio, di non decisioni e di inefficienza amministrativa: un non governo per un fenomeno in continuo mutamento. L’immigrazione funziona come cartina di tornasole dei vizi e delle virtù di una nazione. Il cuore del problema sta nel riuscire a bilanciare costi e benefici. Due sono le condizioni:

– le forze politiche non usino l’immigrazione come arma per regolare i propri conti;

– affrontando l’immigrazione col metodo della divisione tra aperturisti e proibizionisti, non si coglie il vero nodo del problema che è la contraddizione tra

* la spinta all’apertura verso gli immigrati da parte dell’economia e

* la chiusura ostile di ampi settori della pubblica opinione.

L’economia li vuole, la società no: l’immigrazione è fonte di nuova ricchezza materiale e causa di ansie sociali. I benefici che produce premiano i ceti sociali medio alti e penalizzano la gente comune. Occorre provare a capire come e perché la nuova ricchezza prodotta va a vantaggio solo di alcuni e non di tutti, se non altro per ridurre il danno di quelli che restano esclusi e penalizzati.

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