Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (13)

“In casi eccezionali di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori (circa la libertà personale), che devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive 48 ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 13)

Alla Commissione europea risponde il sindaco Tosi : il Comune tutela i suoi residenti

– la risposta di Frattini si limita a richiamare correttamente l’impianto della legislazione comunitaria in materia. Non valuta i provvedimenti di cui non è a conoscenza. Chiede chiarimenti al governo;

– è normale che un Comune tuteli i propri residenti. Fino a ieri a essere discriminati erano i cittadini italiani perché del 30% delle assegnazioni degli alloggi pubblici beneficiavano immigrati non residenti. Le delibere AGEC sono legittime: “Il nuovo regolamento non attua discriminazioni per la nazionalità d’origine: si concentra sul tempo di residenza in città, a prescindere se il cittadino sia straniero o italiano, al punto che anche un italiano, qualora privo di requisiti, potrebbe essere escluso dall’assegnazione. L’intento è di portare a parità di condizioni i cittadini”.

* La Regione benedice le delibere AGEC “anti foresti”; ne fa proprio l’indirizzo anche per le case ATER: si premia chi risiede in città da almeno 10 anni.

Massimo Giorgetti, assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica: “Sul patrimonio di proprietà comunale l’Amministrazione è libera di fare quanto vuole, compresa l’attribuzione di un bonus di punti in graduatoria a chi risiede da almeno da 10 anni. Case pubbliche per tutti non ce ne sono. Se bisogna fare scelte è giusto considerare il tempo di permanenza”.

* Arriva la risposta di Franco Frattini al Comune di Verona: “Una cosa è la discriminazione in base alla nazionalità; altra è considerare la lunghezza della residenza. Se una persona risiede in una città da 20 anni può essere trattata meglio di una che risiede da 3 anni o da 5”.

* Novembre 2008. Il pronunciamento di febbraio della Commissione europea sulle delibere AGEC ha fatto scuola: si è analogamente espressa contro tutte le norme contenute nella legge 133 (la legge finanziaria di Tremonti) che fissano una soglia da 5 a 10 anni di residenza per l’accesso ai servizi pubblici. Ribadisce che “le richiamate disposizioni escludono dal loro ambito di applicazione qualsiasi possibilità che uno stato membro conceda particolari privilegi ai propri cittadini senza concederli anche ai soggiornanti di lungo periodo sul proprio territorio”.

La Commissione avvierà la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia circa la violazione delle norme di diritto comunitario.

In più occasioni l’Unione Europea boccia l’Italia. Ad esempio sono state dure le critiche al governo Berlusconi per la proposta di schedatura su base etnica. I Rom hanno lasciato il summit per protesta quando Eugenia Roccella, sottosegretario alle politiche sociali, ha parlato di situazione di emergenza in Italia.

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