Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (96)

“Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 25)

Voci di magistrati

La divisione dei poteri e il rispetto delle funzioni vanno rispettati

Pietro Calogero (procuratore capo a Padova)

Le delibere dei Sindaci rischiano di intaccare un valore fondamentale dello Stato di diritto: la divisione dei poteri e il rispetto delle funzioni. Il Comune non ha il compito di accertare e acquisire informazioni per l’iscrizione anagrafica: l’accertamento della pericolosità di una persona appartiene a organi dello Stato: Ministero dell’Interno, Prefetto, Questore. Il Comune non può creare un organismo parallelo. Se ci fossero molti casi simili diventerebbe pericoloso.

Stefano Dragone (procuratore a Trento)

Con le loro ordinanze a tutela dei cittadini i Sindaci contribuiscono a colmare un vuoto normativo per salvaguardarne sicurezza e incolumità.

Guido Papalia (oggi procuratore a Brescia)

Il Sindaco rappresenta la collettività. Le ordinanze devono essere limitate e motivate, altrimenti si muovono sul filo della legalità. Per l’anagrafe, il Sindaco si limiti a dare la residenza. Quando pretende di valutare il diritto o meno alla residenza va oltre le sue prerogative. Se il Comune segnala a Prefetto e Questore dati utili per l’accertamento, la procedura è regolare.

Rigore e integrazione procedono insieme e l’integrazione è fattore determinante per la sicurezza. Una società multietnica non può chiudersi in se stessa. Il Sindaco deve garantire i Veronesi residenti, non solo quelli di nascita.

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