Respinto

Tutti abbiamo visto i “respingimenti” dei migranti provenienti dal mare. Forse abbiamo guardato in faccia alcuni respinti. Sono stati riportati in Libia. Raramente abbiamo visto questi (respinti da noi Italiani; persone alla ricerca di una vita accettabile) nei campi di raccolta libici. Qualche volta ci è capitato di vedere i loro cadaveri martoriati e abbiamo sentito racconti raccapriccianti; storie di vita e di morte che preferiamo far finta di non sentire. La loro ‘fine’ è anche colpa nostra.

Molti in Italia, in particolare gente della Lega, a cominciare dai capi di questo partito, parlano del respingimento di queste persone come di una grande vittoria, di un successo di cui gloriarsi e per il quale meritano il voto degli Italiani. Anche alcuni di A.N. e di Forza Italia ne hanno parlato con evidente soddisfazione. Qualche voce flebile, molto flebile e isolata, ha detto che quelle persone sono persone e persone bisognose, ma chi l’ha ascoltata?

Non è questo il momento di dire della difficoltà della situazione precedente.

Certamente noi Italiani stiamo meglio oggi.

Ma il problema è altro.

Per lo meno dovremmo chiedere perdono a quelle persone che abbiamo consegnato allo strazio della morte o dell’umiliazione. Parecchie, pur di non tornare indietro, hanno preferito il fondo del mare. Per lo meno dovremmo tentare di sollevare (a livello nazionale, europeo e mondiale) la questione di un nuovo ordine economico internazionale che permetta a ogni persona di vivere decentemente. Questo è compito della Politica, ma non solo; lo è anche di tutte le grandi presenze economiche, culturali, religiose, politiche.

Qualcuno oggi (ieri lo gridavamo con orgoglio) ha la forza di dire, con coraggio, con continuità, che “ogni uomo è mio fratello”; che “nessun uomo è un’isola”; che “ama il prossimo tuo come te stesso” è il comandamento nuovo, non negli ambienti religiosi, ma nella vita sociale e politica?

Se io sto zitto cosa devo pensare di me stesso? Se poi a stare zitta è la comunità ecclesiale, la grande famiglia dei figli di Dio: tutti figli dello stesso Padre, cosa si può pensare? Se sta zitto un partito politico, che società ne può uscire? Forse uno Stato sociale in cui chi ha bisogno si trova a casa sua?

Tito Brunelli

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...