Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (9)

“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (Costituzione della repubblica Italiana, n° 4)

Il nuovo regolamento per l’assegnazione della case AGEC chiarisce la visione politica dell’Amministrazione

*Giuseppe Venturini (presidente AGEC)

Le nostre scelte rispecchiano un programma politico che i cittadini, in grande maggioranza, hanno ratificato con il voto. Abbiamo favorito i veronesi, fino a oggi discriminati. Le delibere portano equilibrio: i punti aggiuntivi privilegiano gli anziani, la povertà veronese e la residenza: prima la casa ai veronesi e, se ne restano, agli stranieri. Per avere una casa servono almeno 20 punti. E’ giusto che gli immigrati facciano gavetta e maturino i diritti. Molti di loro vengono a Verona senza casa, senza lavoro, senza reddito e con tanti figli; perciò in graduatoria erano ai primi posti e superavano i veronesi. Con le nuove regole, gli immigrati non presenteranno neanche più domanda.

*Tartaglia (direttore AGEC)

La legge prevede che i Comuni possano attribuire 8 punti a scelta. Quale discriminazione nelle scelte compiute? Non si parla di colore della pelle o di fede religiosa.

*Sandro Sandri (allora assessore agli enti)

In graduatoria aumentano gli italiani e non diminuiscono gli immigrati: le nuove norme avvantaggiando i veronesi e non danneggiano gli immigrati. Non c’è discriminazione né penalizzazione verso gli stranieri: semplicemente si riconosce un vantaggio ai veronesi.

*Vittorio Di Dio (assessore)

E’ solo una garanzia ai veronesi che vivono qui e pagano le tasse. Non è discriminazione né l’affermazione che gli stranieri non debbano avere gli stessi diritti tutelati dalla legge. Non vogliamo però ‘garanzie al contrario’, a svantaggio dei veronesi, che vengono prima.

*Stefano Bertacco (assessore ai Servizi Sociali) ha una posizione allineata, ma diversa:

I criteri di assegnazione delle case AGEC andavano riequilibrati a favore degli italiani, ma anche i cittadini stranieri in regola con la residenza debbono poter accedere ai servizi.

*Malesani (allora avvocato dei migranti)

Da una casa non si esce se non ce n’è un’altra a disposizione. La questione è la cittadinanza, non la residenza-permanenza a Verona di chi chiede un alloggio pubblico. La discriminazione è che chi vive in città da 10 anni ed è italiano ha diritto alla casa AGEC; per chi invece è straniero ed è vissuto a Verona per lo stesso periodo questo diritto non c’è.

*Esponenti della Sinistra: è diverso essere in lista con altre 6 persone e averne davanti 80. Manca una politica della casa.

*Adriano Francescon (sindacato inquilini Sunia CGIL)

Il vero problema è che le case per chi è in difficoltà non ci sono: non c’è mobilità.

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