Per la nostra scuola il grave deve ancora arrivare (2)

Con l’anno scolastico 2010-11, nelle scuole del Veneto si farà a meno di 1.633 insegnanti: 902 alle superiori e 728 alle elementari.

A Verona le cattedre in meno saranno 264.

E’ piano di espulsione.

E’ più semplice mandare a casa un docente che ammodernare il sistema.

E’ naturale chiedersi: il fine vero è mandare a casa i docenti e/o ammodernare il sistema?

Risulta chiaro a chi vuol vedere che l’obiettivo del governo è uno solo, deciso nel famoso e decantato Consiglio dei Ministri per l’approvazione della legge finanziaria, durato 9 minuti: risparmiare nella scuola, tagliare, ridurre il personale docente, le supplenze e i supplenti,il personale tecnico e quello addetto ai servizi: bidelli e addetti alle pulizie, la cancelleria.

Non importa se si colpiscono e si umiliano i bambini anziché i genitori.

Chi ha i figli a scuola comincia ad accorgersene.

Ci chiediamo:

– perché?

– con quali conseguenze oggi e nel futuro?

– e soprattutto: è questa la riforma della scuola? Dove sono i programmi? Dov’è la nuova scuola: quella che dovrebbe qualificare i cittadini italiani che stanno crescendo?

– siamo capaci o no di aprire gli occhi?

– continuiamo a parlare di innovazione e di ricerca. Perché colpiamo la scuola?

– che ne è e ne sarà della scuola statale, che dovrà competere con la scuola libera?

Un dato è certo: l’istruzione e la scuola hanno un futuro se tornano a essere una priorità per lo Stato.

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