Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (91)

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 3)

Quanti, senza collocazione legale, sono brave persone

Giuseppe Brugnoli (giornalista)

Chi ha puntato sulla sicurezza ha battuto ogni avversario nelle più recenti consultazioni popolari. Si dice che è ‘emergenza percepita’, enfatizzata dai mass media; ed è vero. Dalle nostre parti Flavio Tosi è stato il primo a percepirla; bisogna dargliene atto. La violenza si nutre di un ‘clima’ di tensione sociale. In un mondo globalizzato, percorso da ondate di migranti di tutte le etnie e di tutti i costumi e da flussi di merce che invadono i continenti, non esistono isole felici sottratte alla massificazione che privilegia l’istinto e la sopraffazione che contagia. In attesa della speranza proiettata verso un futuro incerto, le realtà più palpabili sono la paura diffusa, l’insicurezza dilagante e la fine delle certezze sulle quali si è basata fino a ieri la società civile: il sistema sanitario e previdenziale, il lavoro, il potere d’acquisto, il rifornimento dei beni. E’ un prisma di minacce e di paure.

Don Rino Breoni (abate di San Zeno)

Commenta la presenza del sindaco Tosi e dell’assessore Bertacco al funerale di Yanusch, immigrato morto bruciato al Quadrante Europa.

“E’ bene che le autorità presenzino al funerale: incarnano il comune sentire. Ascolto con stupore le loro dichiarazioni. Il giornalista chiede il motivo della presenza dopo tanti interventi sugli stranieri indesiderati, illegalmente presenti a Verona. Il sindaco Tosi risponde: “Perché il defunto risulta una brava persona”. Ma quanti altri, presenti a Verona senza collocazione legale, sono brave persone! Ma questo non genera sconti. Pochi di loro assumono comportamenti asociali e lesivi della convivenza. Cercano di sbarcare il lunario. Mi chiedo se sia necessario un rogo o altra disgrazia per sospettare che tanti indesiderati ed emarginati sono anche loro brave persone che non attendono gratificazioni, ma una mano tesa che renda possibile l’integrazione per una vita migliore”.

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