La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (27)

Via da Verona anche la bandiera della pace e quel comunista di padre Zanotelli

Settembre 2008. Il Segretariato degli istituti missionari italiani organizza la Carovana della Pace. Parte da Milano, Brescia, Reggio Calabria, Agrigento. Fa tappa a Verona. La meta è Roma. Sono coinvolte 20 città italiane.

In città si muovono i padri Comboniani, il Centro Missionario Diocesano e l’associazionismo del Nord Est. Chiedono al Comune di poter sostare in piazza Bra e alla Gran Guardia.

La Giunta Tosi: “Sì, a patto che si usino solo bandiere istituzionali. No alla bandiera arcobaleno: nelle ultime elezioni politiche era il simbolo della Sinistra e si è tinta di rosso”.

Gli organizzatori richiamano il significato biblico dell’arcobaleno: quella è la bandiera della pace, contro la guerra; è il simbolo del movimento da molti anni.

La Giunta Tosi è irremovibile: no ai riferimenti partitici.

Vittorio Di Dio (assessore Pari Opportunità): “Occorre evitare disagi e discordie; mantenere un profilo super partes per tutelare tutti i cittadini; omettere ogni riferimento partitico; esporre bandiere istituzionali. La bandiera arcobaleno è il simbolo dell’estrema sinistra. Le polemiche sono costruite ad arte per creare un caso e per gettare cattiva luce sulla Giunta comunale e, di riflesso, su Verona”;

Flavio Tosi, Sindaco: “Ho grande stima per l’opera dei missionari. Non mi sognerei mai di vietare loro di esprimere le proprie idee. Non concordo con quelli tra loro dediti all’estremismo politico terzomondista più che al pacifismo, come gli organizzatori della Carovana missionaria della pace”. Li accusa di cavalcare la polemica per farsi pubblicità. Continua, riferendosi a Alex Zanotelli: “Che dietro al pacifismo di facciata vi sia un estremismo politico lo dimostrano le dichiarazioni di Alex Zanotelli e il sapiente uso della provocazione per ottenere un po’ di visibilità: un caso volutamente creato a Verona. Si vuol far passare l’Amministrazione come liberticida. Gli organizzatori si scusino. Se non avessero potuto fare le vittime del dispotico Comune di Verona quasi nessuno si sarebbe accorto della loro presenza in città”.

La guerra delle bandiere torna a essere un pasticcio e una brutta figura per Verona. Ricordiamo che, in occasione delle Pasque Veronesi, i dirigenti di Alleanza Nazionale sono saliti su Porta Nuova per rimettere la bandiera nazionale, “cacciata” dalla Lega e dai suoi alleati e sostituita da stendardi veneti. Significativo e ridicolo allora. Significativo e ridicolo in questa occasione.

Gli organizzatori fanno presente che il no di Verona è l’unico in Italia, dopo gli scontati via libera di città non bolsceviche. “Faremo senza Gran Guardia. Il nostro slogan è: “Libera la parola”. Non possiamo farci imbavagliare. La bandiera è simbolo di pace, non simbolo politico.

Don Giuseppe Pizzoli, direttore del Centro Missionario diocesano: “La Carovana è iniziativa ecclesiale. Chi ci vuole politicizzati ci vuole distruggere. La polemica ci è stata costruita addosso. Mi chiedo come si faccia a pensare che il Centro Missionario diocesano si leghi a un partito. Ci viene chiesto di rinunciare alla nostra bandiera dagli anni 80, simbolo biblico della pace tra Dio e l’umanità. Preferiamo mantenere la nostra libertà e autonomia, senza farci imbavagliare”.

Don Albino Bizzotto: “Per loro è importante il potere; per noi coinvolgere la gente. Tosi dice che se non avessimo fatto la vittima nessuno si sarebbe accorto di noi. Non gli fa onore. Dimostra il suo disprezzo per chi fa una attività faticosa e lavora seriamente senza avere visibilità”.

Giuseppe Giulietti: “Non vorremmo che nella Verona di oggi godessero di maggiore libertà le bandiere di gruppi xenofobi e dell’estremismo di destra”.

Chi nutre pregiudizi dentro non se ne libera facilmente. Se si cercano valori che non si possiedono è inutile: non verranno mai fuori.

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