Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (1)

Politiche dell’immigrazione a Verona: una alternativa c’è

Si diffonde una voce: “Il sindaco Tosi è buono. Non è vero che ce l’ha con gli immigrati. E’ che deve salvaguardare i Veronesi. E poi quale alternativa c’è alla sua politica? Nessuna, se non quella del lasciar andare le cose come vengono”.

Il sindaco Tosi ripete che non esiste una politica dell’immigrazione diversa da quella adottata da lui e dalla Lega Nord. Non è vero. C’è una proposta capace di garantire contemporaneamente la sicurezza e la convivenza di gruppi umani e sociali diversi, in una visione di bene comune, nella quale ognuno, nella nostra città, si sente a casa sua. Affronteremo la questione. Prima però mostriamo alcune iniziative del sindaco Tosi e della Lega Nord che hanno messo in ginocchio molti immigrati a Verona e in Italia.

Nota: quanto segue è stato pubblicato sul quotidiani “L’Arena” agli inizi di gennaio.

In occasione dei recenti, gravi fatti di Rosarno (Calabria) il sindaco Tosi ha detto che “nella nostra terra (nel Nord e a Verona) ci sono politiche di integrazione avanzata: gli immigrati hanno un lavoro, un tetto sopra la testa; mandano i figli a scuola”. In più occasioni ha detto che “Verona non fa politiche discriminatorie; anzi, secondo ricerche del Cnel, è una delle prime città in Italia per capacità di integrazione di stranieri”.

Una lettera permette solo di elencare alcune iniziative del sindaco Tosi e della Lega Nord che hanno messo in ginocchio molti immigrati a Verona e in Italia. Flavio Tosi ce l’ha messa tutta per rendere impossibile o difficile per gli immigrati:

* avere una casa,

* il diritto alla salute,

* la possibilità di utilizzare centri telefonici,

* il voto alle elezioni amministrative,

* l’inserimento dei bambini negli asili nido,

* il diritto di pregare in un ambiente adatto,

* lo stabilirsi a Verona per viverci,

* celebrare il matrimonio.

Egli ha operato per:

* limitare la concessione della residenza,

* facilitare le espulsioni,

* tagliare i finanziamenti,

* allontanare dalla città,

* controllare gli stranieri attraverso i militari e le ronde,

* rendere difficile il ricongiungimento familiare,

* punizioni esemplari e preventive (una notte al fresco),

Tosi ha voluto:

* l’abolizione della Consulta degli immigrati,

* dividere e contrapporre gli immigrati tra loro,

* l’allontanamento dei mediatori culturali nelle scuole.

La Lega, a livello nazionale, regionale e comunale, ha concretizzato:

* l’assegno sociale solo per gli italiani,

* il reato di immigrazione clandestina,

* ulteriori tasse per gli immigrati per ottenere i documenti.

L’elenco, incompleto, mostra che la preclusione del sindaco Tosi non è solo nei confronti degli immigrati clandestini, ma degli immigrati come tali.

Positivo per l’integrazione è il Centro religioso e culturale previsto in zona Stadio per i romeni. Con  una nota: il Sindaco è molto interessato ai loro voti.

In questa situazione ci vuole coraggio per dire che a Verona le politiche di integrazione sono avanzate. I passi avanti sono dovuti ad altre importanti presenze (economiche, culturali, religiose, di volontariato). Il Sindaco e la sua maggioranza sono andati nella direzione opposta, quella di una grande cacciata. Basta parlare con gli interessati.

Tito  Brunelli

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