Il Bossi scudiero, con progetti di potere

Pretese di impunità da parte di Berlusconi. La voce di Umberto Bossi lo esige. Il ‘senatur’ oggi ci tiene a essere “alleato fedele”. Tuona contro i magistrati che ‘massacrano’ il premier; contro la disinformazione della sinistra ed elogia il governo. Si propone come l’uomo forte del governo, quello su cui Berlusconi può contare davvero. Bosi stampella del Cavaliere o viceversa?

Ed è lo stesso Bossi che, pochi anni fa, vomitava veleno su Berlusconi e Forza Italia. Qualche esempio, tra i mille:

– Parole del Senatur il 20 marzo 1994: “Berlusconi è un grosso imprenditore che ha mille interessi; se fosse Presidente del Consiglio si troverebbe a discutere dei suoi interessi, una legge sì e una no”.

– 4 giugno 1994: “La falsificazione della Fininvest è peggio di quella della RAI. Berlusconi ha vinto le elezioni con le sue televisioni: è la conferma che dove c’è un padrone privato tutti sono obbligati a obbedire”.

– 15 dicembre 1994: “Berlusconi è così abituato alla falsità che tutto quello che dice è strumentalizzazione”

– Qualche giorno dopo: “Berlusconi è un furbastro venditore di fustini. E’ un completo analfabeta giuridico perché, nella sua ignoranza, interpreta a suo piacimento i principi della democrazia e dello Stato di diritto”.

– 30 dicembre 1994: “Le origini di Berlusconi sono ben note, peccato che gli Italiani non lo sappiano. Sbaglio o il braccio destro del cavaliere, Dell’Utri, quello che gli ha tirato su il partito, è indagato per mafia? Ebbene, non c’è nulla di cui stupirsi. Berlusconi è nato nell’oscurità e continua a operare nell’oscurità. E visto che si sta giocando il tutto per tutto, trama e corrompe. Insomma sta facendo quello che ha fatto per tutta la vita”.

– Qualche mese dopo, a un giornale tedesco: “Berlusconi dovrebbe essere in carcere o, comunque, non in politica, né tantomeno può presentarsi come il punto di riferimento del rinnovamento dell’Italia”.

– 7 aprile 1995: “Berlusconi è una brutta persona. Pericolosa. E’ un fascista. Uno convinto che le riforme essenziali, quella istituzionale, quella dello stato sociale, si devono fare da destra”

– Chicca del 1996: “Berlusconi? Afflitto da megalomania invasiva”.

– Qualche mese dopo il linguaggio si fa più volgare. Il Cavaliere è definito “un povero pirla”.

– 19 aprile 1998. Bossi ironizza sulle disavventure giudiziarie di Berlusconi: “Può dire quello che vuole; può cantare quello che vuole. Solo davanti ai magistrati non canta mai”.

– Autunno 1998. Bossi gira per l’Italia e ripete che “la Fininvest è nata da ‘Cosa Nostra’ e Silvio è l’uomo del Progetto P2”. Frasi che ripete con piccole variazioni, come quando, il 13 agosto del 1999, intervistato dal “Corriere della Sera”, propone “una Commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi”.

Confrontiamo con quanto dice oggi. Cosa si può dire di un uomo tanto cinico e spregiudicato?

Concludiamo: “una coalizione con dentro il signor Bossi non è neppure una armata Brancaleone, ma qualcosa di peggio. Che dà alla coalizione opposta un argomento straordinario per la campagna elettorale”. Chi lo afferma? Silvio Berlusconi il 21 luglio 1995.

Così va la politica. Amen.

Raffaello Didonè

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