Cosa resterà di questi nostri anni?

E’ bello vedere turisti stranieri in visita alla nostra città, ammirati davanti all’Arena, teneramente affascinati dalla policromia di piazza Erbe, compiaciuti nelle vie attorno al Duomo e nelle nostre splendide chiese. Ne ho visto un gruppetto commentare gli stipiti di marmo scolpito di un portale di via Arcidiacono Pacifico. Si soffermano poi su ponte Pietra e ammirano la scenografia del colle di San Pietro. Poche città italiane offrono una così varia presenza di opere d’arte: dalla Verona romana a quella medievale fino alla Verona del Rinascimento, del ‘600 e del ‘700. Anche l’800 si fa ammirare per l’imponente mole di palazzo Barbieri. Nulla vi è però di architettonicamente apprezzabile per quanto edificato nel secolo XX^ e nel nostro. La città si è espansa; sono stati costruiti lo stadio, strade e nuovi quartieri, a volte dignitosi, ma niente di apprezzabile. Cosa ammireranno i futuri turisti della città del 2000? Nulla.

Abbiamo un’occasione per costruire qualcosa che si possa ammirare: è l’edificazione di Verona Sud. Quale migliore opportunità per progettare ed edificare qualcosa che sia non solo funzionale ma anche bello? Qualcosa che possa caratterizzare la Verona del XXI^ secolo? Ho visto nella piazza del Parlamento ad Atene due palazzi moderni: non i soliti parallelepipedi; sono costruzioni che ti fanno dire: “Bello!”. Auguriamoci che i nostri Amministratori sappiano cogliere l’occasione di far progettare qualcosa che possa essere oggetto di visite dei turisti dei secoli a venire.

Raffaello Didonè

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