Bilancio comunale 2010 (5)

Ma chi paga ?

Abbiamo elencato i progetti della giunta Tosi. Il 2010 è anno importante per il futuro del Sindaco e della città. Chi paga le opere programmate? Dice Tosi: “Dobbiamo chiudere nel brevissimo periodo le partite dell’area dell’ex Polo Finanziario e dei palazzi in vendita, a beneficio della Fiera e dell’ex Arsenale. Vogliamo che la Fiera abbia un polmone per il suo sviluppo e recuperare l’ex Arsenale. Prima della fine mandato dovremo dire ai cittadini che cosa ci sarà di certo all’ex Arsenale. Lo si potrà fare solo quando partirà il recupero. Le due questioni sono collegate. Presto riusciremo a risolverle entrambe”. (Nota. Il Sindaco dice che nei prossimi due anni è mezzo non ci saranno opere. Dovrà dire ai cittadini cosa ci sarà all’ex Arsenale).

L’Amministrazione può investire pochi soldi; conta su finanziamenti esterni, pubblici e privati: da Stato, Regione, Società Autostrade, Fondazione Cariverona, investitori. Arriveranno? A quali condizioni? Fin dai suoi primi vagiti, segue anche una pista interna, per raccattare il possibile: il 20 dicembre 2007, in Consiglio comunale, poco prima del voto del bilancio 2008, il Sindaco ha voluto un emendamento che prevede la vendita degli importanti palazzi Forti, Pompei e Gobetti, proprietà del Comune. Non c’era il tempo per dibattere una scelta di tale portata. Il Sindaco disse: “Non è mancata volontà di confronto, ma  atto necessario da parte di un’Amministrazione, insediata pochi mesi fa, che nel giro di poco tempo si è trovata da risolvere questioni come gli ex Magazzini Generali e l’ex Arsenale”. (Nota. Chi ci crede? Le scelte successive renderanno chiaro l’obiettivo:  vendere per portare soldi nelle casse comunali, vuote).

La conferma: succede la stessa cosa nel dibattito sul bilancio comunale per il 2010. Ore 22,35 di venerdì 18 dicembre, a meno di 90 minuti dal termine ultimo, la maggioranza (chi lo sapeva?), per volontà precisa di Sindaco e Giunta, prospetta la vendita della parte del Palazzo del Capitanio che si affaccia su piazza Viviani. Proteste. La proposta viene rinviata a gennaio: dopo quanto accaduto nel dicembre 2007, lo schiaffo al Consiglio comunale era troppo evidente: dopo un mese di dibattito sul bilancio, si presenta un emendamento così importante senza la possibilità di discuterlo. Il Sindaco insiste: “Verona potrà riappropriarsi di un complesso ristrutturato. Alieniamo immobili non strategici per finanziare opere pubbliche, in particolare l’ex Arsenale”.

(Nota. Il bilancio 2009 prevedeva il Palazzo del Capitanio come sede del museo di Scienza e Storia Naturale. Dove andrà a finire questo importante museo, visto che il Comune vende (o svende) la sua attuale sede: palazzo Gobetti? Siamo all’improvvisazione. Ridiamo?

Seconda nota. Leggendo le dichiarazioni del Sindaco, viene da chiedersi quali immobili comunali siano più ‘strategici’ dei palazzi Forti, Pompei, Gobetti e del Capitanio. Le battute non servono. Meglio dire, signor Sindaco: “Non abbiamo soldi e, visto che a noi non interessano e che costa ristrutturarli o utilizzarli, proviamo a vendere i gioielli di famiglia, anche se andiamo contro la volontà dei donatori e gli interessi della città”).

Per la vendita di palazzo Forti c’è di mezzo, fatto mai visto, un contenzioso giudiziario tra Fondazione Cariverona e Comune. Sono in corso tentativi di accordo. Tosi: “Cariverona verserebbe al Comune 33 milioni, con l’impegno di mantenere per almeno 20 anni il palazzo come Galleria d’Arte Moderna”.

L’introito della vendita di palazzo Forti consentirebbe al Comune non il recupero dell’ex Arsenale, ma l’acquisto dell’area ex Polo Finanziario.

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