Le ex Cartiere (2)

I grandi annunci: la soddisfazione degli amministratori

*Vito Giacino, assessore all’Urbanistica. Anno 2008:

– Il luogo simbolo del degrado di Verona, da anni centro dello spaccio di droga, ha vita brevissima: nell’estate 2008 si demolirà ogni triste ricordo di questo angolo degradato della città.

– la riqualificazione dell’area sarà punto di partenza della riqualificazione di Verona Sud e fulcro della nuova Verona. Qui nascerà la nuova piazza. Sarà un pezzo nuovo del centro storico della città.

– Siamo ai dettagli. Ad ottobre cominceranno finalmente gli abbattimenti. Abbiamo una grande fretta: entro l’estate chiuderemo la pratica.

– Il risanamento delle ex cartiere è uno degli impegni che ci siamo presi in campagna elettorale.

– Nasceranno il primo centro commerciale a Verona (finora sono nella cintura della città e gli introiti vanno ad altri Comuni) e il principio della city veronese. Sarà l’avvio della rinascita urbanistica della città.

– Sorgeranno due torri: il simbolo della nuova Verona che osa in altezza. La Torre dei Lamberti è il simbolo della Verona storica; le due torri lo saranno della città del futuro: faranno parte della storia di Verona.

– La cubatura sarà equivalente a quella esistente. Gli interventi di riqualificazione di grandi spazi urbani degradati possono concretizzarsi solo grazie ad accordi pubblico-privato. Diversamente i progetti rimangono libro dei sogni.

*Flavio Tosi, sindaco:

– Questo accordo è la dimostrazione  e il concreto esempio che questa Amministrazione è in grado di fare bene e di risolvere i problemi in tempi ragionevoli, a dimostrazione che con la volontà i problemi, anche quelli incancreniti da decenni, si possono risolvere; è risposta concreta a chi sosteneva che questa Amministrazione opera per slogan.

– E’ intervento di altissima qualità progettuale e architettonica. Sarà il fiore all’occhiello dell’Amministrazione.  Vogliamo che lasci il segno con un progetto che faccia parlare di Verona nel mondo e attiri visitatori in città. La soluzione è positiva per gli imprenditori e soprattutto per l’interesse pubblico.

– Dopo il parco di San Giacomo e prima della vasta area verde che sorgerà all’interno della Passalacqua, si realizza un altro polmone verde. Dotiamo Verona di grandi parchi urbani a servizio degli abitanti.

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1 Commento

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Una risposta a “Le ex Cartiere (2)

  1. Enrico

    Un sindaco eletto dai cittadini ha il diritto di governare la città, di attuare le sue idee, creare e cercare il meglio per i cittadini.
    Sulla base di quanto sinteticamente espresso penso che tutto quello che si sta realizzando sia frutto delle capacità amministrative delle persone di cui il sindaco si è attorniato ed è un pò poco.
    La scomparsa dei venditori ambulanti di colore nelle strade principali non sia un successo economico per la città ma solo una pulizia….. come abbattere alcuni edifici per scopi economici legati a pochissimi se non a singole famiglie. Mi da l’impressione che non ci sia un’attenzione verso i più deboli ma un fastidio verso chi non sia capace di emergere dalle sue difficoltà economiche con i propri mezzi. Non c’è uno sguardo di attenzione verso i deboli, oggi gli extra comunitari domani verso i nostri poveri.
    Io credo che la città ha bisogno di sviluppo sociale ed economico a beneficio di una più ampia e diversificata comunità.
    L’azione di questa amministrazione e dei suoi amministratori è più rivolta verso l’apparire, ad una politica di effetti e non verso scelte oculate, scelte migliorative che non siano di aggravio alla vivibilità dei quartieri e del cuore della città. Un centro commerciale all’interno di un’area interclusa, senza una viabilità adeguata e nell’impossibilità di adeguarla per la presenza di vincoli naturali esistenti; – rilievo ferroviario, – il fiume Adige, – Viale Piave importante strada di penetrazione alla città, – un elevato argine di antica origine che crea una barriera , l’attuale via Tombetta.
    Non serve un centro commerciale alle persone più deboli, anziani, disagiati e giovani. Esso serve a incrementare la vendita di prodotti non indispensabili e chiudere le attività di vicinato più idonee a chi ha difficoltà di deambulare e di rapporti umani.
    Sinceramente non vedo miglioramenti in questa politica del fai da te molto ruspante e pocco costruttiva.
    Enrico

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