Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (32)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Il punto sulla crisi.

Aprile. Produzione industriale: un tonfo rispetto a un anno prima (- 24%) e lieve crescita rispetto a marzo (+ 1,1%). E’ inversione di tendenza? Presto per dirlo.

Un indicatore realistico è dato dai consumi nazionali di energia elettrica e di gas:

– consumi elettrici in maggio: – 7,3% rispetto a un anno prima; calo simile a quello di marzo (- 7%) e appena inferiore a quello di aprile (- 8,8%).

I consumi elettrici dicono che la ripresa non è cominciata;

– gas (alimentazione delle centrali elettriche e del sistema produttivo). A marzo i consumi sono calati dell’11% rispetto al mese precedente; ad aprile è crollo del 28%; in maggio la diminuzione è del 17%.

Il calo annuo rallenta un po’, ma resta in forte rosso.

Previsioni.

Gli USA torneranno al livello di ricchezza pre crisi nel 2012; la Francia nel 2018; Italia e Germania nel 2015. La recessione ci ha fatto fare un balzo indietro di 10 anni. Si lavora per riconquistare le posizioni di partenza.

Motivi di fiducia per una ripresa in Italia: il basso indebitamento delle famiglie e il buono stato dei bilanci delle imprese.

Esigenze per ripartire: ‘ricreare’ lavoro; l’impegno degli imprenditori a sostenere i redditi e la domanda interna (l’occasione è il rinnovo dei contratti), tenendo conto che, dati Mediobanca, negli ultimi 10 anni, gli stipendi sono aumentati meno della metà rispetto all’incremento della produttività.

Dato parzialmente confortante: il debito delle Amministrazioni locali è sceso dai 109,024 miliardi di febbraio ai 108,645 di marzo per Province e Comuni ed è stabile per le Regioni.

Nel 2008 il mercato pubblico degli appalti di lavori, di servizi e forniture di importo superiore a 150.000 euro è stato pari a 76 miliardi (circa 48.000 gli affidamenti a imprese).

I contratti pubblici rappresentano circa il 6% del Pil nazionale, con un rilevante impatto sui livelli di occupazione. Il valore nel 2008 è in linea con i 70 miliardi in 11 mesi del 2007.

Nei primi tre mesi del 2009 invece si registra un calo pari al 4,3% (15,3 miliardi di euro rispetto ai 16 dello stesso periodo del 2008): potrebbe diventare preoccupante.

Sul totale del mercato i lavori pubblici incidono del 37,3%; i servizi del 36,1% e le forniture del 26,6%.

Le imprese di costruzione che realizzano lavori pubblici di importo superiore ai 150.000 euro sono più di 34.000.

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