La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (15)

Il Sindaco poliziotto: ciò che conta è cacciare

Flavio Tosi, appena eletto Sindaco di Verona, ha un’idea brillante, che lo pone subito all’attenzione nazionale: peregrina nel territorio cittadino, a partire dai quartieri periferici. A che fare?: “Dove ci sono fabbriche o costruzioni abbandonate è facile che si verifichino occupazioni di senza dimora”. Si alza molto presto la mattina e, con la Polizia Municipale (gli ex vigili urbani), va a sloggiare immigrati (spesso lavoratori regolari) e italiani senza dimora che hanno trovato riparo in ambienti abbandonati o in baracche. I blitz si susseguono. Si controlla il territorio della ZAI e, via via, la città intera. La cosa più importante che fa la Polizia Municipale è scovare e cacciare queste persone come colpevoli del degrado: non i suv, lo spritz con schiamazzi, le bande di picchiatori.

“Bene”, può dire qualcuno, “Si tirano fuori queste persone da una situazione penosa per cercare con loro una sistemazione dignitosa e umana”. Neanche per sogno! Si interviene con l’accetta, ma non ci si preoccupa di una sistemazione alternativa. Le costruzioni occupare illegalmente vengono murate; si abbattono con le ruspe accampamenti costruiti in qualche modo per ripararsi dal freddo e si lasciano le persone in strada, nella disperazione; se risulta possibile si provvede a espellerle o a imprigionarle. L’obiettivo è liberare la città dalla ‘spazzatura umana’ e cacciare queste persone più lontano possibile.

Due fatti emblematici:

– dicembre 2007. Tre stranieri dormono all’aperto nella zona di Santa Croce. Dicono: “Il Comune vuole far ordine e demolisce i posti dove dormivamo senza dare fastidio. Una persona povera diventa così sempre più povera. Ti demoralizzano. Prima dormivamo in posti abbandonati dove nessuno ci vedeva. Qui non è bello: passano tutti …”;

–  febbraio 2008: sei persone senza dimora dormono di notte nel dormitorio pubblico di corte Marini e di giorno cercano pace e rifugio al caldo presso l’ospedale di Borgo Trento. Sono in strada o perché hanno perso il lavoro o per un grave infortunio o perché colpiti da una malattia invalidante.

La presenza, dicono i responsabili dell’ospedale, è impropria. Si organizzano ispezioni e si decide di diminuire gli accessi e di custodirli. Non c’è posto per loro all’ospedale.

Si apre la questione: dov’è il posto di notte e di giorno per queste persone e per molte altre? La città, l’Amministrazione lo cercano? O non c’è?

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