La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (14)

Al dormitorio pubblico meglio le guardie armate, per cacciare chi non va.

Dicembre 2007. La Giunta comunale sostituisce gli operatori sociali del dormitorio pubblico Camploy con guardie giurate armate.

Situazione: da tempo alcune persone che frequentano la mensa pubblica creano fastidio e problemi.

I residenti segnalano disagi, baruffe e molestie a persone.

L’Amministrazione precedente ricorre agli esperti operatori sociali di Self Help. Succede che molti disagiati, contattati, oltre che frequentare la mensa, si ritrovano in una sala a pianterreno, accolti da operatori; si instaura un rapporto di fiducia che consente di avviare un percorso insieme.

Con l’Amministrazione Tosi per queste persone c’è un’ulteriore delusione.

Facciamo lo sforzo di cogliere, dal loro punto di vista, il significato dell’arrivo delle guardie armate, inviate dal Comune. Self Help se ne va. E’ un nuovo abbandono. Viene a mancare ogni aiuto. Di nuovo soli e mal sopportati. Tutti d’accordo che la meta è il superamento di mense e dormitori pubblici; ma c’è un percorso da fare: l’inserimento di queste persone nel tessuto sociale e il compito di rifarsi una vita.

E’ vero, almeno nella maggior parte dei casi, ciò che afferma l’assessore ai Servizi Sociali Bertacco: “Non sono ingegneri e avvocati”. Sono però persone della razza umana, che è la qualifica massima che ci caratterizza.

Il sindaco Tosi manifesta la sua scorza: “Il cambio della gestione è diventato necessario per una questione di sicurezza. Quello che fanno gli operatori sociali (evitare un afflusso poco ordinato) sarà svolto a un costo inferiore dalle guardie”.

Non ha capito nulla o non vuol capire o peggio. Zero in umanità.

Non coglie l’importanza del recupero di un progetto di vita, del rapporto umano e sociale e fa finta di non sapere che molte delle spese per la gestione del dormitorio pubblico e per gli interventi a favore delle persone senza dimora sono tradizionalmente coperte dalla Fondazione Cariverona.

Per il sindaco Tosi importa mostrare ai cittadini che interviene a risolvere i problemi. Ma i problemi di chi? Non quelli degli “ultimi”. Sa bene che lo strumento a disposizione per cacciare è di operare in modo che chi non ha un letto né il cibo necessario sia messo nelle condizioni di andare via da Verona, per vincere la lotta per la sopravvivenza dove c’è un po’ più di umanità.

Le persone sconfitte dalla vita e dalla cattiveria di molti sono un ingombro di cui liberarsi.

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