Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (29)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Continua il confronto tra Berlusconi e altre componenti sociali e dell’economia.

Fine giugno 2009: Berlusconi ripete che la crisi è una dura realtà, ma il peggio è passato; non sta peggiorando, anzi migliora, perché le ragioni che hanno scatenato la crisi oggi sono finite e se qualcosa resta “deriva preminentemente da fattori psicologici”. Quello che doveva accadere di negativo è accaduto; le banche che dovevano fallire hanno fallito e chi doveva togliersi dal mercato si è tolto. Chi faceva della speculazione la principale attività di mercato è sparito”. Per uscire dalla crisi non ci sono alternative alla guerra contro la paura. Se ci sono altre indicazioni le ascoltiamo e le accettiamo. Oggi il problema non sono le banche e i mercati (qui ciò che di peggio doveva accadere è accaduto); sono i consumi ed è la crisi a determinare il loro calo.

Si alzano voci critiche:

*Paolo Gentiloni (PD): “Quello di Berlusconi è attacco gravissimo, ormai quasi abituale, alla libertà di stampa, con il vizietto di spingere gli investimenti pubblicitari verso le sue televisioni.

Gli interventi governativi contengono poco o nulla per consumatori e famiglie; ci sono insperati sostegni per banche e Confindustria”.

*Franceschini (PD): “E’ insopportabile questo modo di fronteggiare la crisi. Di fronte a milioni di famiglie e imprese che chiedono misure urgenti, continua questo atteggiamento. E’ inaccettabile continuare a negare la crisi e girare la testa dall’altra parte”.

*Federconsumatori: “Nulla è previsto per migliorare il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso. Il governo è attento solo a chi è forte”.

*Marcegaglia (Confindustria – sul pacchetto del governo): “E’ un buon provvedimento; può supportare le imprese in un momento difficile. Sono misure importanti, in linea con quanto da noi richiesto, ma non risolutive. Bisognerà fare di più”.

Raffaele Bonanni (Cisl): “Molti provvedimenti vanno nella giusta direzione: favorire l’ancoraggio dei lavoratori alle proprie aziende. Prima guardiamo i dati del Pil, quelli su disoccupazione e cassa integrazione. Poi potremo fare qualche affermazione coerente”.

CGIL: “Si tratta di piccoli accorgimenti non adeguati ai numeri della crisi”.

Perciò Berlusconi ripete che va tutto bene; che occorre ottimismo. Ci invita a chiudere gli occhi e a godere: siamo i meglio! Crisi? Macché! L’Italia ne uscirà bene e prima degli altri.

Effettivamente per molti è e sarà così, come è sempre stato in tempi di crisi. La crisi non è di tutti; diventa problema di disoccupati e poveri, dei quali il governo dichiara di occuparsi. I poveri stessi lo verificheranno.

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