La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (10)

I poveri che mangiano alle mense disturbano. “Troviamo il modo di cacciarli”

Aprile 2008. Un provvedimento del sindaco Tosi ordina alla Polizia Municipale di presidiare gli ingressi alle mense pubbliche per i poveri e di impedire la distribuzione dei pasti al sacco, causa di sporcizia. La mensa di via Prato Santo ha dovuto tagliare 30-40 pasti al sacco; ora ha posto per 72 persone. La responsabile suor Gabriella: “Va bene controllare la zona: le forze dell’ordine calmano gli esagitati; ma si lascino in pace i poveri. Parecchi di loro se ne sono andati. Dove? Non lo so”.

La volontaria Bona Clementi Murari scrive: ”Controlli e collaborazione tra volontariato e forze dell’ordine sono necessari. Ma oggi quando sono entrata alla mensa per incontrarmi con uno dei poveri lì a cena, ho provato vergogna nel vedere 3 auto, 2 motociclette e 7 agenti della polizia municipale davanti alla mensa. Chi dovevano difendere e da chi? La mensa è frequentata da poveri: bisognosi, affamati, magari disperati: è da loro che devo essere difesa? I poveri meritano rispetto”.

Situazioni simili si verificano al Barana e a San Bernardino.

Per il Sindaco chi disturba non può stare a Verona: i modi vanno valutati, ma va cacciato.

L’unica consolazione, se di consolazione si tratta, è che a Verona nessuno muore di fame.

A parte qualche esponente della Chiesa, tutti zitti, anche i partiti di opposizione e il volontariato.

Mons. Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana: “Queste persone vanno accettate e non considerate fenomeno da allontanare. Forse dovremmo imparare ad ammettere che sulle nostre strade sia possibile vedere persone che vivono in povertà; persone che, se lasciate a se stese, possono diventare veicoli di patologie”.

Interpellato da “Il Corriere della Sera”, in data 5-5-2009, il sindaco Flavio Tosi propone una delle sue dichiarazioni base per capirne il pensiero: “Gli unici diritti inalienabili sono quelli che riguardano la sopravvivenza. Esempio: è pericoloso affermare che è un diritto l’iscrizione degli immigrati alla scuola dell’obbligo. Se il sistema può assorbire un certo numero di persone, proporre aperture ad altri mette a rischio il sistema. L’istruzione: diritto primario? Non sarà bello da dire, ma diminuire i requisiti richiesti (ad esempio il non ritenere essenziale l’essere regolarmente in Italia) crea situazioni insostenibili e inique: riconoscere il diritto all’istruzione per tutti significa ammettere il diritto dei clandestini a una permanenza in Italia senza limiti. E poi perché l’istruzione sì e la casa no? Perché non gli assegni familiari? Se si riconosce il diritto all’istruzione per tutti, non si vede come si possano negare tutti i diritti che gli Stati mettono a disposizione dei loro cittadini. Altro esempio: se una persona è malata ha il diritto di essere curata, sempre? No. Solo nel periodo del gelo ha il diritto a un ricovero di emergenza, per non morire di freddo”.

Parole molto chiare sul tipo di società politica che il Sindaco ha in mente, con conseguenze gravissime. Ci portano al cuore della nostra civiltà, i cui fondamenti, di fronte a visioni del genere, vacillano. Ci spieghiamo:

Primo. Il percorso dell’umanità è stato tortuoso e duro sul tema della dignità della persona umana, di ogni persona, senza eccezioni. Sotto la spinta del meglio dell’umanità, della filosofia greca, del diritto romano, della travolgente rivelazione cristiana, del meglio della Rivoluzione Francese e delle culture anglosassoni, dopo due guerre mondiali che hanno abbruttito la nostra storia, l’umanità intera ha definito la “Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo e del cittadino”, dichiarandoli come insiti nella natura umana, inalienabili, non discutibili. Ogni persona viene riconosciuta unica e irripetibile, portatrice per il solo fatto di esistere di una dignità che non può essere compressa.

Secondo. Dato basilare e rivoluzionario: la dignità e i diritti della persona umana vengono prima di ogni autorità statale. Lo Stato li può solo riconoscere e promuovere. Tosi dice che sono gli Stati che mettono a disposizione dei cittadini i diritti. Questa è la dottrina dei re assoluti, del nazismo, del fascismo e del comunismo, regimi in cui il re o il partito diventano stato, unico detentore di diritti. Sappiamo dove portano queste dottrine. Tosi dichiara di concepire uno Stato come quelli.

Terzo. Il diritto di mangiare, quello all’istruzione, alla casa, alla salute, alla vita vengono prima dell’essere cittadino o clandestino: appartengono all’uomo in quanto uomo. Chi tocca queste conquiste dell’umanità porta verso la società dei migliori, degli oligarchi, dei ricchi, unici detentori di diritti. Anche la Rivoluzione Francese si fermò a questo punto: alla società degli illuminati. Fortunatamente abbiamo fatto passi avanti. Non possiamo accettare che Flavio Tosi e tanti altri come lui ci riportino indietro.

Attenzione. Se si retrocede non si sa dove si va a finire.

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