Regolamento del Comune di Verona per la tutela degli animali

In seguito a un articolo pubblicato sul nostro giornale “Progetto Verona”, Carmelo Furnari, medico veterinario, coordinatore del ‘Forum veterinaria’ del Patito Democratico di Verona, ci ha inviato un lavoro preparato per il

REGOLAMENTO del COMUNE di VERONA per la TUTELA DEGLI ANIMALI

CONSIDERAZIONI POLITICHE

Che il Comune di Verona abbia deciso di dotarsi di un regolamento per la tutela degli animali in città è fatto positivo e come tale va apprezzato: giova agli animali, al loro benessere e a chi li possiede. Giova anche a chi non convive direttamente con animali, ma può subire, in vari modi, gli effetti non graditi della loro presenza: fecalizzazione, degrado, rischio di aggressioni, disturbo della quiete, pericolo di diffusione di malattie. Dotarsi di un regolamento è utile, inoltre, per ridurre l’aggravio per il bilancio comunale derivante dai costi per il mantenimento degli animali senza padrone e per le prestazioni sanitarie erogate, per il mantenimento e la cura delle aree verdi appositamente attrezzate, per la pulizia e la tutela del patrimonio artistico e monumentale.

La lettura dell’art. 1, sui valori etici e culturali che ispirano il regolamento, provoca, tuttavia, anche in chi nutre un profondo sentimento di rispetto e di affetto per gli animali, un senso di disagio. Si individua infatti nella tutela delle specie animali non umane “uno strumento finalizzato al rispetto e alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e, in particolare, verso i più debolie si riconosce agli animali ” il diritto a un’esistenza compatibile con la loro naturarichiamandosi a “principi etici”. Verona viene definita comunità portatrice di elevati valori di cultura e civiltà che si fa promotrice di garanzie giuridiche, di rispetto e di corretta convivenza.

Tali principi debbono essere messi a confronto con quanto nella realtà si garantisce, in termini di qualità della vita, alle minoranze UMANE più deboli della nostra controversa realtà: deve essere promossa una riflessione profonda sul modello di società che Verona sta realizzando.

Altra considerazione: un regolamento deve trattare in maniera chiara ed esaustiva le situazioni che intende regolamentare definendone ogni dettaglio. Questo regolamento, invece, offre in molti casi la possibilità di interpretazioni non univoche che generano conflitti, contestazioni e/o abusi.

Va rimarcata la necessità di un maggiore coinvolgimento delle Amministrazioni comunali al fine incentivare i possessori di cani a registrare all’anagrafe i loro animali (attualmente il tasso di evasione nella provincia di Verona supera abbondantemente il 50%), a sterilizzarli e a favorire il graduale svuotamento dei canili‐rifugio mediante agevolazioni nei confronti di chi adotta un cane adulto o anziano. Vari decreti invitano le Amministrazioni comunali a dotarsi di un referente per tutte le tematiche relative all’igiene urbana veterinaria, in sinergia con i Servizi Veterinari dell’Az. ULSS e l’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari di competenza.

CONSIDERAZIONI TECNICHE

L’articolo 4 al comma 9) merita una riflessione : si può considerare maltrattamento condurre il proprio cane al guinzaglio mentre si pedala in bici?

L’articolo 4 al comma 10): è più corretta una formulazione del tipo: “Sono vietati gli atti di amputazione di coda e orecchie per motivi estetici, la recisione delle corde vocali, l’ablazione dei denti e degli artigli. Solo in caso di comprovate esigenze di natura sanitaria tali interventi possono essere eseguiti da un medico veterinario che ne rilascia opportuna attestazione.” Tali divieti sono stati introdotti nel 2006 con ordinanza dell’allora ministro Livia Turco, mentre il sottosegretario Martini (che si professa convinta animalista) ha mantenuto una deroga a tali mutilazioni a scopi estetici per determinate razze di cani. C’è la possibilità di non avvalersi di tale deroga ? Sarebbe simpatico lo slogan : “Verona ti salva la coda …. e anche le orecchie”.

Art. 6, comma 2, lettera c). Quali sono i sistemi previsti per il contenimento del numero dei colombi ? Il neo‐presidente della Federcaccia Veneta, Flavio Tosi, ha in mente di organizzare battute di caccia in città?

Art. 7 comma 2). Nel caso di luoghi pubblici o aperti al pubblico le operazioni di derattizzazione vanno eseguite da DITTE SPECIALIZZATE.

Art. 8, comma 1). Al fine di garantirne l’incolumità fisica e psichica, i cuccioli di cane non si separano dalla madre prima dei 60 giorni di età. Vietare la vendita o la cessione al di sotto di tale età è necessario ma non sufficiente. Va previsto il divieto di DETENZIONE da parte dei

commercianti di cuccioli di età inferiore a due mesi, a meno che non siano accompagnati dalla

madre. La tratta dei cuccioli, precocemente privati della madre, provenienti dall’est Europa per essere venduti in Italia da commercianti senza scrupoli, è stata utilizzata dal sottosegretario Francesca Martini per ottenere visibilità e consenso mediante ripetuti annunci di emanazione di provvedimenti ad hoc che mai hanno visto la luce. Appare bizzarro che una Giunta a maggioranza leghista non accolga questo principio in un suo regolamento comunale.

Art. 8, comma 5, lettera c). Occorre sottoporre gli animali che non sono in buone condizioni di salute ad assistenza sanitaria. Per chi intende esercitare attività di allevamento, addestramento e custodia di animali a fini commerciali, deve essere previsto l’obbligo di un rapporto di convenzione con una struttura veterinaria che garantisce l’assistenza sanitaria.

Art. 12, comma 14. Considera la tipologia di cani per i quali è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola, se condotti in luogo aperto al pubblico, e la stipula di un’assicurazione per la responsabilità civile. Sull’argomento è bene fornire ulteriori elementi di informazione:

1‐ Il regolamento di polizia veterinaria stabilisce dal 1954 che i cani condotti in luoghi pubblici

chiusi (mezzi pubblici, esercizi commerciali, locali, ecc.) debbano essere muniti di guinzaglio

e museruola, mentre i cani condotti in luoghi aperti al pubblico (parchi, giardini, pubblica via,

ecc.) debbano essere muniti, a scelta, del guinzaglio o della museruola. Nel 2003 l’allora ministro Sirchia, a seguito di aggressioni mortali da parte di cani, introdusse l’obbligo sia del guinzaglio che della museruola, anche nei luoghi aperti al pubblico, per determinate razze di cani (black list) e l’obbligo di polizza assicurativa per danni a terzi.

2‐ Il sottosegretario alla salute Francesca Martini si è espressa a favore dell’abolizione della black list e ha emanato un’ordinanza che non prevede distinzione di pericolosità tra un pitbull e un chihuahua. L’obbligo del contestuale utilizzo di guinzaglio e museruola è previsto solo per gli animali  già responsabili di aggressioni e morsicature. L’obbligo di portare con sé la museruola da utilizzare in caso di bisogno viene esteso a tutte le razze di cani. Al di là della non condivisione dell’abolizione della lista di cani particolarmente impegnativi per stazza e potenza del morso, tale principio, ripreso nel nostro regolamento, appare non condivisibile per il pericolo costituito da cani di grossa mole a cui difficilmente si riesce a far indossare la museruola in caso di necessità e per l’inutile vessazione nei confronti di animali innocui. Il regolamento inoltre non prevede precauzione per i cani che, pur non avendo mai morso, mostrano un comportamento pericoloso.

CONCLUSIONI

Il regolamento non affronta i problemi cruciali della convivenza in ambito urbano con gli animali.

Non si prevedono incentivazioni all’identificazione dei cani e neppure forme di sensibilizzazione in tal senso (campagne promozionali, mese del microchip, ecc.); non si combatte l’evasione anagrafica. Sarebbe utile verificare se il mansionario degli agenti di polizia municipale preveda il controllo del microchip dei cani a spasso in città e se siano state elevate contravvenzioni per questa inosservanza, certamente più grave che consumare un panino per strada.

Non sono previste incentivazioni all’adozione dei cani dai canili.

Le misure previste per la prevenzione delle aggressioni da parte dei cani sono vessatorie nei confronti di proprietari di razze di cani non pericolosi, mentre non garantiscono sufficientemente il privato cittadino. Occorre prevedere l’obbligo dell’utilizzo contestuale di guinzaglio e museruola per i cani che i medici veterinari curanti dovrebbero indicare alle autorità competenti per comportamento aggressivo, soprattutto se condotte da proprietari non idonei. Per contro gli animali che, sottoposti a visita comportamentale da parte di uno specialista riconosciuto, mostrano attitudine alla corretta convivenza con l’uomo e i consimili e risultano facilmente governabili da parte del proprietario, dovrebbero ottenere la qualifica di cane buon cittadino ed essere esonerati dall’obbligo del guinzaglio quando condotti nei parchi. Chiunque visita questi spazi sa che molti lasciano che i propri cani si allontanino ben oltre un metro e mezzo.

Ultima considerazione sulla realizzazione del nuovo canile municipale: il sindaco Tosi ha tacciato la giunta Zanotto di immobilismo e ha più volte definito un lager l’attuale canile. Oggi, a fronte di un progetto già pronto ai tempi di Zanotto; dell’individuazione dell’area idonea (che ha rappresentato per anni il principale ostacolo alla  realizzazione); del finanziamento statale del 2007 di 50.000,00 euro; dello stanziamento regionale del dicembre 2008 di 437.000,00 euro e del lascito testamentario di 250.000,00 euro, ci si chiede se Sindaco e Giunta hanno cambiato idea visto che, secondo quanto dichiarato da Tosi in un’intervista a L’Arena del dicembre 2008, i cani dovrebbero essere trasferiti nella nuova struttura entro la primavera ormai prossima.

5 settembre 2009

Carmelo Furnari, medico veterinario

Coordinatore del forum veterinaria del PD di Verona

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