Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (27)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Per uscire dalla crisi

Mario Draghi (Banca d’Italia):

“Per uscire dalla crisi occorre ricostruire la fiducia collettiva nei mercati, nei loro protagonisti, nel futuro di milioni di persone, nel contratto sociale che ci lega.

Ci sono segnali incoraggianti sui mercati finanziari. Si prevede che la crescita riprenderà nel 2010. Per i prossimi mesi però si prospettano riduzioni di occupazione (lavoratori in cassa integrazione e disoccupati oltre il 10%?) e di reddito, con riflessi negativi su consumi e investimenti”.

Draghi è preoccupato:

– per il deterioramento del mercato del lavoro;

– per la mortalità eccessiva, per asfissia finanziaria, delle piccole imprese;

– per le circa 6.000 aziende indebitate e in difficoltà, a fronte di circa 5000 in buona salute;

– perché la crisi ha aperto una ferita nella fiducia collettiva;

– perché i conti pubblici peggiorano;

– perché il 40% delle imprese con oltre 20 dipendenti prevede di ridurre il personale nel 2009;

– perché le famiglie tagliano le spese;

– perché aumentano le difficoltà nel rimborso dei debiti.

Sollecita il governo:

– a realizzare riforme strutturali, cominciando dalla riduzione della spesa pubblica, dalle pensioni (a 65 anni) e dagli ammortizzatori sociali;

– a una politica economica più incisiva;

– a ridurre il peso dell’economia irregolare, stimato in più del 15% delle attività.

Afferma che, “se non succede nulla”, il Pil, cioè la ricchezza del Paese, calerà del 5% nel 2009. Condividono Confindustria (Marcegaglia: “E’ la stessa stima che abbiamo fatto noi, se c’è qualche progresso nella seconda parte dell’anno. Ma potrebbe andare peggio”) e Ocse.

Per Draghi si potrà parlare di crescita solo quando e se si realizzeranno “la tenuta dei consumi e del mercato del lavoro; ma la disoccupazione continua a crescere e il sistema bancario non è stato riparato: il credito non è tornato ad affluire all’economia”.

Occorre che “la capacità di spesa (delle persone e delle famiglie) venga conservata anche in presenza di disoccupazione: se dovessero calare i consumi, le speranze di ripresa potrebbero diventare difficili da realizzare. Il superamento della crisi dipende dai comportamenti degli italiani e dalle politiche economiche che si faranno”.

*Qualche giorno dopo, Draghi ribadisce: “La ripresa ci sarà se si verificheranno determinate condizioni:

– la tenuta dei consumi;

– la tenuta del mercato del lavoro;

– la capacità di spesa, anche in presenza di una crescita della disoccupazione.

I comportamenti degli individui, delle imprese e dei consumatori da un lato e delle politiche economiche che nei prossimi mesi verranno adottate dall’altro saranno le condizioni per il superamento della crisi. Condizione principale è la tenuta dei consumi”. “Non siamo ancora tornati alla situazione precedente alla crisi scoppiata nell’agosto di 2 anni fa. Sussistono elementi di fragilità nell’economia e nel sistema bancario. Non è il momento di fermarsi”.

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