Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (23)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Chi pagherà maggiormente il costo della crisi?

A) In Italia il Sud

In Italia i lavoratori in meno sono 204.000. Nel Meridione piove sul bagnato: i disoccupati sono 114.000, ben più della metà (il confronto è tra la primavera 2009 e quella 2008).

Nel Nord l’aumento dei disoccupati è di 46.000  e nel Centro di 44.000.

La recessione colpisce le zone deboli del Paese.

In Italia la popolazione al di sotto della soglia di povertà è il 12,8%. Le disuguaglianze tra Regioni vanno dal 3,4% del Veneto al 31,8% della Sicilia (dati 2007).

Prendiamo come riferimento gli uomini e le donne di età compresa tra i 15 e i 64 anni nel primo trimestre 2009: il popolo degli inattivi:

– al Sud è di 141.000 persone: + 2,1% rispetto a un anno prima;

– al Nord è di 66.000 persone: + 1,2%;

– nel Centro è di 30.000 persone: + 1,2%.

Negli ultimi 11 anni sono stati 700.000 circa i giovani che hanno lasciato il Sud per cercare lavoro soprattutto al Nord: forze fresche e produttive che abbandonano chi ha bisogno di loro.

Nel Sud crescono i disoccupati; crescono però soprattutto gli inattivi, quelli che il lavoro hanno proprio smesso di cercarlo.

Riflessioni di “Fondazione per il Sud”.

A parlare di Meridione sono in pochi ormai. E se ne parla soprattutto in termini di fondi a esso sottratti a cadenze periodiche nel bilancio dello Stato, fatto più importante in questo tempo di crisi economica le cui conseguenze toccano in maniera drammaticamente rilevante il Sud e si fanno sentire pesantemente soprattutto sulle fasce più deboli della società e sulle famiglie”. “Il Sud è un pezzo fondamentale del paese con un potenziale complesso di sviluppo che attende di essere liberato”. Il Sud affronta un periodo non si sa quanto lungo di generale incertezza: o se ne esce insieme o non si esce affatto. Occorre un’ordinaria amministrazione che funzioni.

Sacconi, ministro del Lavoro: “L’aver spostato 1,3 miliardi dal Fondo aree sottoutilizzate verso gli ammortizzatori sociali e verso l’Abruzzo non ha cambiato niente: nessuna attività soffre: non c’erano progetti pronti”.

Sergio D’Antoni: “Il governo ha prelevato in un anno 26 miliardi dai fondi per il Mezzogiorno”. Gianfranco Viesti, economista barese: “Lo scenario è preoccupante per l’autunno. Il Sud è investito da una crisi di disprezzo culturale e morale. Confindustria non ha speso una parola per le imprese meridionali abbandonate”.

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