Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (22)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

La sintesi che preoccupa:

– debito pubblico verso il 120%;

– deficit oltre il 5%;

– disoccupazione vicina alle due cifre, in crescita;

– tasse di fatto più alte;

– entrate fiscali in calo: evasione in crescita;

– soldi pubblici: si raschia il fondo del barile, anche a causa di fiaschi quali le operazioni Ici, Alitalia e Malpensa (miliardi spesi per salvare Alitalia e per fare Malpensa, con quali vantaggi?);

– dovere di ricostruire l’Abruzzo terremotato;

– piccole e medie aziende in crisi;

– poveri in aumento.

* Con il governo Prodi, i conti dello Stato erano tornati a posto e il debito pubblico, dopo la cura all’inverso del precedente governo Berlusconi, era sceso al 104,6%.

Il timore è che si torni come prima, con ripercussioni sulle generazioni future.

Fattore decisivo: il governo deve combattere l’evasione fiscale, che ogni anno toglie allo Stato 100 miliardi di euro: un latrocinio coi fiocchi. Lo farà? L’esperienza dice che ogni volta che governa Berlusconi l’evasione fiscale, piaga ai danni dei concittadini, aumenta in modo vergognoso. Non è accettabile che un governo contrasti accanitamente lavavetri, accattoni e immigrati e lasci spazio libero agli evasori fiscali e a chi imbroglia i consumatori. Un dato è poco rassicurante: con il governo Berlusconi le associazioni dei consumatori non potranno avviare reclami collettivi per  danni subiti. Fine dei reclami, perciò: il singolo consumatore non attiverà reclami per le difficoltà che comporta, per i costi e per i rischi (le conseguenze sono pesanti per chi perde la causa).

* Durante il governo Prodi, da parte della Destra e in particolare di Berlusconi, si sosteneva che erano state aumentate le tasse, che si mettevano le mani nelle tasche degli Italiani e che il livello di tassazione strangolava l’economia. Risposta: il governo Berlusconi ha aumentato le tasse. E’ la Commissione europea che ci fa sapere che in Italia il carico fiscale sul lavoro, dopo anni di graduale discesa, è balzato al 44%, mentre la tassazione sulle aziende è rimasta al 31,4%, come nel 2008. Verifichiamo poi che le liberalizzazioni a tutela dei cittadini consumatori, fatte dal Centro sinistra di Prodi stanno per essere cancellate: il senatore Gasparri prepara un disegno di legge che smantella le liberalizzazioni ad esempio in materia di vendita di farmaci da banco nei supermercati e nelle parafarmacie, dove il cittadino oggi risparmia tra il 20 e il 30%: saranno obbligate a chiudere, molti lavoratori andranno a casa e i consumatori sborseranno più soldi: a vantaggio di chi? Certo non della gente comune, ma delle lobby delle industrie farmaceutiche, dei farmacisti proprietari e dei baroni. Domanda: essere strangolati dalla sinistra o dalle destra non è la stessa cosa? Perché ora pochissimi protestano?

Si potrebbe pensare che la gente comune creda a Berlusconi se verifica che la benzina è meno cara, la disoccupazione diminuisce, le pensioni minime aumentano e c’è un lavoro per tutti, come è stato trovato per il povero Mastella o perché il governo è vicino a chi lo perde, non ci sono furti d’auto, i prestiti bancari sono a tassi agevolati, le case sono meno care, diminuiscono le feste dei politici a spese dello Stato, cresce l’attaccamento alla famiglia.

E’ così?

Ci chiediamo: il peggio è alle spalle o deve ancora arrivare?

Il Centro sinistra accusa il governo di fare poco, di sottovalutare la crisi, di dire che è alle spalle; drammatizza l’emergenza clandestini per coprirne la gravità.

Il Centro destra ribatte che la crisi sta rallentando e che il governo ha fatto il possibile. Berlusconi sottolinea la componente emotiva della crisi.

Che pensare?

Il buon senso dice che non c’è il coraggio della verità. Meglio dire ciò che gli Italiani vogliono sentirsi dire: che tutto va bene. E per la maggioranza è così.

Chi si mette dalla parte degli ultimi?

Servono una riforma fiscale (tutti devono pagare le giuste tasse), una detassazione degli stipendi e il potenziamento del potere di acquisto di retribuzioni e pensioni.

Prima o poi gli italiani impareranno a verificare.

1 Commento

Archiviato in Commenti, crisi economica, Riflessioni

Una risposta a “Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (22)

  1. la crisi si combatte dando potere di acquisto alle giovani generazioni martoriate da contatti atipici e salari di ingresso dei laureati pari ai diplomati…facciamo emancipare questi giovani
    ciao

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