Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (76)

“Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 27)

Conferenza episcopale triveneta – Commissione per le migrazioni

Tra gli immigrati irregolari ci sono anche le badanti

Pur condividendo le esigenze di sicurezza e di tutela, un’azione indiscriminata nei confronti di sinti e rom, presentandoli tutti come persone dedite alla criminalità, è una sfasatura della realtà oggettiva. Chi vive nella legalità va tutelato e rispettato.

Circa il decreto sicurezza: non è ammissibile vedere solo negli immigrati irregolari e clandestini la causa della situazione di criminalità. Tra gli immigrati irregolari ci sono anche le badanti. Gli imprenditori premono per  quote consistenti di lavoratori stranieri per poter garantire la prosecuzione delle loro attività imprenditoriali.

Molte volte l’esodo è legato a drammatiche situazioni socio-politiche di insicurezza e di guerra, a situazioni economiche pesanti.

La cultura di convivenza e di legalità si costruisce attraverso un confronto leale e sincero. Occorre contribuire a costruire, pur nella fatica, una convivenza pacifica tra italiani e stranieri, nella legalità e nell’accettazione reciproca. Le misure (che il governo sta prendendo) sono inefficaci e vanno in direzione contraria: prospettano nei confronti di immigrati e rom provvedimenti restrittivi e discriminatori che destano allarme e agitazione, con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi è bersaglio diretto di tali provvedimenti, per chi li ha reclamati e per tutta la società italiana. Preoccupa l’estendersi di un clima di tensione. Si annuncia lo smantellamento dei campi rom senza indicare sotto quale tetto essi possano sopravvivere; si trasforma una irregolarità amministrativa in un reato da codice penale; si vuol prolungare di 18 mesi la reclusione dei clandestini e si prevede la drastica espulsione di grandi masse; si preannuncia da parte del Parlamento europeo la possibilità di reclusione e espulsione anche dei minori non accompagnati e, da parte italiana, il prelievo delle impronte digitali ai bambini rom. Tutto questo non significa smorzare le paure e dare tranquillità alla nostra gente, ma porre le premesse per riesumare una specie di xenofobia o peggio di discriminazione razziale.

Non vengono messe in discussione le sanzioni, valide per tutti coloro che escono dalla legalità. Il rischio è che il solo bersaglio siano alcune categorie, come immigrati e rom. L’esigenza profonda di tutti non è lo scontro, ma l’incontro nella comprensione reciproca, la pacifica convivenza nel rispetto della legge e di ogni persona.

Le comunità cristiane sappiano cogliere nell’unica paternità di Dio il senso dell’unità della famiglia umana; vedano ogni persona come portatrice del volto di Dio fatto uomo e i fratelli nella fede come soggetti effettivi della comunità dei credenti.

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