Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (21)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Veneto: dati negativi nella crisi economica

Purtroppo sono parecchi gli indicatori negativi: le banche restringono il credito, ritenuto pericoloso; il ricorso agli ammortizzatori sociali ha raggiunto livelli record; si teme un peggioramento dell’occupazione; parecchie imprese arrestano provvisoriamente la produzione e riducono temporaneamente la manodopera. E’ segno positivo che molti imprenditori, in accordo con le parti sociali, decidono di non far pagare il prezzo della crisi alle categorie più deboli; resta il fatto che la caduta dei livelli di attività non ha precedenti negli ultimi 50 anni.

Nonostante la sensibilità di molti imprenditori, aumentano le crisi aziendali: sono 344 nei primi 4 mesi del2009, contro le 335 dell’intero 2008; questo dato e la possibilità che la ripresa tardi fanno temere un peggioramento del mercato del lavoro.

Le imprese venete in utile erano il 76% nel 2007 e il 58% nel 2008.

Maggio 2009: le imprese che dichiarano lo stato di crisi sono 107. Nel 2009 si prevedono 451 casi, contro i 335 del 2008. Lavoratori coinvolti: 10.550; nel 2008 sono stati 6.717.

Le prospettive rimangono negative. Prevale un elevato livello di incertezza sulla ripresa nel primo trimestre 2010.

Agli inizi di luglio, in una importante riunione della Confindustria di Padova, presente la presidente nazionale Emma Marcegaglia, si è detto che occorre uscire da questo presente guardando molto avanti e che la responsabilità degli imprenditori è preparare il dopo. E’ necessario però che governo, imprese e banche facciano la loro parte per una ripresa che appare sempre più ripida: il primo trimestre 2009 ha fatto registrare pesanti segni meno:

– meno 22,4% della produzione industriale patavina (- 22,4%);

– meno 21,4% degli ordinativi del mercato interno;

– meno 26,5% degli ordinativi del mercato estero.

L’occupazione regge ma non si sa per quanto.

Primi 5 mesi del 2009: il numero delle ore di cassa integrazione nell’industria è 5 volte maggiore rispetto allo stesso periodo 2008.

L’allarme è che la crescita dell’economia nazionale non decolli prima del 2011.

Preoccupa che “circa metà delle imprese abbia pochi mesi di autonomia finanziaria”.

A metà di un 2009 segnato da una crisi epocale che ha bruciato in media il 20% del fatturato delle imprese, con punte del 40-45%, il nodo del credito torna come uno dei due temi centrali. Francesco Peghin, presidente della Confindustria patavina dichiara provocatoriamente: “Forse è il tempo di portare a Roma le chiavi delle nostre aziende per rappresentare il senso di solitudine di chi in Veneto ha ancora il coraggio di fare industria”. Si naviga a vista. E c’è il rischio di un autunno con un’esplosione della disoccupazione. Il tema dell’ossigeno alle imprese torna vitale. “Nonostante la crisi, il 60% delle imprese conferma quest’anno i piani di investimento; una su 10 li aumenta. Non c’è rassegnazione. Gli imprenditori di razza trovano opportunità anche nelle peggiori difficoltà. Il 16,5% delle nostre imprese si è vista respingere negli ultimi tre mesi richieste di finanziamento e il 14,6% ha avuto richieste di restituire i crediti bancari. Aumentano le garanzie richieste. Risultato: il 41% delle imprese dice che, senza nuovo credito, ha sostenibilità finanziaria per meno di 6 mesi. Una mortalità eccessiva che colpisca per asfissia finanziaria le aziende sane è un rischio letale”.

* Marcegaglia: “Non siamo né ottimisti né pessimisti. Siamo pragmatici. Si vedono piccolissimi segni di miglioramento, ma l’emergenza non è finita. I prossimi mesi saranno fondamentali. Se non agiamo bene, rischiamo di perdere un pezzo del nostro sistema produttivo”.

* Per la prima volta è sequela di segni negativi anche a Vicenza:

– 83.000 posti di lavoro dipendente persi dal maggio 2008 al maggio 2009;

– i lavoratori disoccupati, in marzo, sono il 4,7%: sfondano le 100.000 unità. Cifre che minacciano di lievitare.

Due note rilevanti:

* Alcune parrocchie hanno istituito il fondo per il ritorno a casa dei parenti (mogli e figli) dei lavoratori immigrati rimasti disoccupati; gli uomini restano, nella speranza di recuperare un posto di lavoro e vivono insieme per risparmiare i soldi dell’affitto.

* E’ boom di evasori nel Veneto. Nei primi 4 mesi del 2009 i redditi sottratti all’imposizione diretta ammontano a 1,5 miliardi, il 38% in più rispetto al 2008. L’Iva evasa si aggira sui 290 milioni.

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