Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (20)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Veneto: dati positivi nella crisi economica

Primavera 2009: tra aprile e maggio la caduta della produzione si ferma. La crisi non ha intaccato gli investimenti delle imprese previsti nel 2008. Nel 2009 però i piani si sono ridotti di un quinto. La Regione Veneto sta garantendo a circa 13.000 lavoratori veneti, in particolare dipendenti dell’artigianato e delle piccole imprese, 60 milioni di ammortizzatori sociali, soldi praticamente finiti. Si chiedono al governo altri 60 milioni.

E’ ripresa? Certamente è in atto un’accelerazione nella selezione e nella crescita delle aziende a favore di quelle più strutturate. Il futuro del Veneto dipende dalle piccole e medie imprese, che mostrano rinnovata capacità di competere, di presidiare i mercati esteri e di stimolare i consumi interni, percorrendo la strada dell’attenzione alla qualità, della formazione continua, dell’innovazione e della ricerca, della conquista di nuovi mercati, del controllo delle filiere produttive più pregiate, della capacità di fare rete.

Due strade ci stanno davanti: aggregare le imprese o aspettare che la selezione naturale chiuda l’esperienza di quelle più piccole: essere nani non facilita il rapporto tra aziende e sistema creditizio.

*Dati Unioncamere. Le piccole e medie imprese (sono di più le ottimiste delle pessimiste) prevedono un aumento degli ordinativi dall’estero nella seconda metà del 2009. Segnali positivi nella evoluzione della crisi ci sono. Tra aprile e giugno è stato positivo il saldo tra le nuove imprese registrate e quelle cancellate con un tasso di crescita dello 0,46%: il più basso degli ultimi 7 anni, ma pur sempre positivo. Nello stesso tempo però (primi 6 mesi dell’anno) sono entrate in fallimento ben 30 imprese al giorno (2.750 in tutto) contro le 21 di un anno fa, segno che la selezione lascia molti caduti sul campo. Unioncamere prevede un calo di 210.000 occupati dipendenti nel settore privato, con una tenuta migliore nell’agricoltura e nella cooperazione e tagli più forti nell’artigianato. Quasi un terzo delle imprese che hanno chiesto prestiti negli ultimi 6 mesi dichiara di aver avuto maggiori difficoltà per ottenerli. E il 71% delle imprese industriali dichiara di avere problemi di liquidità anche per ritardi nei pagamenti da parte dei clienti.

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