Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (73)

“Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 14)

Voci autorevoli. Dal mondo ecclesiale.

Vescovo Agostino Marchetto (segretario del Pontificio Consiglio vaticano per i Migranti):

Il governo italiano gioca al ribasso sui diritti umani degli immigrati

Circa il dibattito sugli immigrati clandestini, si dice contrario al carcere per chi entra illegalmente nel nostro paese. Riferendosi al disegno di legge sulla sicurezza presentato dal ministro Maroni, che propone il reato di ingresso illegale e prevede per esso l’arresto, afferma: “I cittadini di paesi terzi, come i cittadini comunitari, non devono essere privati della libertà personale o essere soggetti a pena detentiva a causa di una infrazione amministrativa”. Afferma con forza: “Il governo italiano gioca al ribasso sui diritti umani degli immigrati”. Vi sono immigrati in situazione irregolare: indipendentemente dal loro status legale, hanno una dignità umana inalienabile: i loro diritti devono essere salvaguardati, non ignorati o violati. Lo status di migrante irregolare non significa criminale. La soluzione è la miglior cooperazione internazionale, che scoraggi la clandestinità con un aumento di canali legali per la migrazione. Ma fino a ora l’Europa, lungi da un’azione comune concertata tra gli stati membri, sta a guardare o, peggio, a bacchettare.

In seguito all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei decreti legislativi in materia di riconoscimento e revoca della qualifica di rifugiato e del diritto al ricongiungimento familiare e dell’aggravante della clandestinità nei reati penali, osserva che si è sempre più lontani dagli impegni assunti in materia di diritti umani. “In Europa si cerca una politica comune sui richiedenti asilo e sui rifugiati. Purtroppo la tendenza è al ribasso rispetto agli impegni internazionali a suo tempo assunti in favore della protezione di persone perseguitate e i cui diritti umani non sono stati rispettati. Vi è una stretta sull’asilo. La giustificazione portata non regge, anche se si ammette che i flussi misti di richiedenti asilo e di migranti portano complicazioni”. Circa la stretta per i ricongiungimenti familiari, che da sempre stanno a cuore al Papa e alla Chiesa, dice: “Siamo sempre più lontani dallo spirito e dalla lettera di quei diritti umani espressi quando si proveniva dagli orrori di una guerra mondiale. Su questioni delicate che toccano il matrimonio e la salute (accesso alle cure mediche), la Chiesa ha una sensibilità particolare”.

Un fatto concreto: un’adolescente marocchina viene aggredita da sei compagne di scuola perché marocchina: non ha ceduto a loro il posto sull’autobus. Nota il Vescovo: “Forse non c’è allarme razzismo. Ma la discriminazione esiste e quando colpisce i giovani nella loro età più fragile le conseguenze per loro e per l’intera società possono essere devastanti”.

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