Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (4)

La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?

Dati Pil (ricchezza prodotta nell’anno nel Paese).

– nel primo trimestre 2009 il Pil è a – 6% rispetto allo stesso periodo del 2008;

– è a – 2,6% rispetto al trimestre precedente.

Quello di gennaio-marzo 2009 è il quarto calo consecutivo.

Confindustria stima per maggio una nuova flessione dell’1,2%.

Si ipotizza per il secondo trimestre 2009 un calo del Pil del 5,9% rispetto a un anno prima: è piccola attenuazione della caduta produttiva, che resta drammatica.

Per l’intero 2009 è acquisito un calo del Pil del 4,9%, dopo il – 1 del 2008.

Confcommercio però ritiene che il calo possa fermarsi al 3,9%, a patto che si verifichi una tenuta dei consumi che potrebbero scendere dell’1,4% nel 2009.

Sono i dati peggiori dal 1980: il Pil italiano batte ogni record negativo. Sono coinvolti agricoltura, industria e servizi.

La caduta del Pil dovrebbe far diminuire i prezzi. Sta di fatto che dal 2002 il potere di acquisto delle famiglie è calato in media di 9.705 euro all’anno.

Il Pil a livello mondiale è a – 3%. In Eurozona (nata nel 1999 e formata da 16 Paesi europei) la caduta del Pil è:

a – 4,8% su base annua (confrontando il primo trimestre 2009 con lo stesso periodo 2008);

a – 2,5% nei primi tre mesi 2009 confrontati con l’ultimo trimestre 2008.

Nei 27 Paesi dell’Unione Europea (UE) il calo medio annuo del Pil è del 4,5% e quello trimestrale del 2,4%.

Il tuffo toglie il fiato: non si è mai visto un nero così. L’Europa è debole rispetto al resto dell’economia mondiale.

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) ipotizza una crescita del Pil in Europa dello 0,7% nel 2010, ripresa che non sembra interessare l’Italia, per la quale le stime vengono valutate in peggioramento: per il 2009 il Pil dovrebbe scendere del 5,5% (il precedente rapporto indicava un – 5,3%). C’è chi prevede nel 2010 una crescita del Pil dello 0,4%.

Altre stime (giugno 2009) parlano, in Eurolandia, di segnali di ripresa “non ancora visibili”: il Pil segnerà – 4,8% nel 2009 (- 4,1% nelle precedenti stime) e – 0,3% nel 2010.

Per la Banca Europea nella prima metà del 2010 l’economia europea potrà tornare a crescere; però a livelli contenuti.

Secondo l’Ocse l’economia italiana risulta in una recessione sorprendentemente forte, con una produzione industriale in caduta libera di quasi un quarto nei 12 mesi fino al marzo 2009 (sono colpite duramente le esportazioni) pur essendo il sistema finanziario italiano meno esposto al rischio dei prodotti tossici, soprattutto a causa degli sviluppi della crisi finanziaria internazionale. La prospettiva di ripresa è lenta e incertezza, a partire dalla sua forza e dai tempi. Nel 2010 il debito pubblico sfiorerà il 120%.

La caduta verticale avrà gravi conseguenze sulla disoccupazione, in rialzo oltre il 10%”. Fatti gravi.

Nel 2010 saremo più poveri di quanto eravamo nel 2001: perderemo 10 anni di crescita economica. Nella prima metà del 2010 anche il Pil italiano potrà tornare in zona positiva: + 0,7%.

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