Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (56)

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 1)

Viva le donne !

Sono le donne il vero motore dell’integrazione. Svolgono una funzione di confronto e di stimolo nei confronti sia della propria comunità sia di quella ospitante.

In base a una ricerca dell’istituto Nicola Piepoli per la fondazione Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini e Adolfo Urso), “le donne, le musulmane in particolare, riconoscono che l’essere in Italia fornisce maggiori opportunità per i figli e un incremento delle conoscenze della famiglia”. Le maggiori difficoltà sono, per gli uomini, l’abitazione e per le donne gli aspetti psicologici, come le ostilità incontrate e l’adattamento. Parecchie segnalano “nessuna difficoltà particolare”. L’80% si sente molto o abbastanza integrato. Oltre il 50% ritiene “facili le relazioni con gli italiani”, percezione più diffusa nei soggetti in coppia o in famiglia (10% in più rispetto ai soggetti senza partner). Il 30% valuta difficili i rapporti: sono giovani uomini, con leggera prevalenza dell’età tra i 18 e i 34 anni, con istruzione bassa e non in coppia, per cui manca il ruolo femminile. Cause del rapporto difficile: reciproca diffidenza, percezione di ostilità, constatazione di avere poco in comune. Circa la compatibilità tra le proprie caratteristiche di nazionalità, cultura e religione e quelle italiane, la metà dice “abbastanza” e il 13% “elevata”. Più della metà delle donne ritiene di non rappresentare un modello che si contrappone a quello della donna italiana; tra le lavoratrici è il 60%. Molte donne ritengono la poligamia una pratica offensiva. Sul divieto di indossare il velo a scuola per le bambine, il campione si divide a metà. L’80% è favorevole all’educazione scolastica mista. Il 92% ha un’immagine dell’Italia in miglioramento: le donne, soprattutto le lavoratrici, sono la parte più convinta che il nostro sia il “Bel Paese”.

Ma le donne sono ancora vittime della violenza. Molti immigrati, in particolare donne, subiscono reati da parte di immigrati. Il reato più praticato: le violenze sessuali; la percentuale è alta e in 15 anni si è quadruplicata: nel 2007 quelle sessuali sono il 40% di tutte le violenze.

Nel 1992 gli immigrati maschi uccisi per mano di altri immigrati erano il 7,1% e le donne il 9,5% del totale degli omicidi. Nel 2005 sono il 16,1% gli uomini e il 26,5% le donne. Un quarto delle donne uccise in Italia sono straniere e in un quinto degli omicidi è straniero l’uomo assassinato. Un terzo delle donne straniere uccise è per conflitti in famiglia. Donne che delinquono: le balcaniche per borseggio, furto e rapine; le bosniache sono il 41% dei denunciati per questi reati.

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