Lo Stato rinuncia alla gestione della sicurezza

La causa del disastro. Se non avessi informazioni di prima mano non ci crederei.

E’ la cronica mancanza di uomini e di mezzi delle forze dell’ordine, che si protrae da almeno un decennio, figlia del taglio delle risorse dovute. Il giro di vite sui fondi del Ministero degli Interni continua.

Il fronte poliziotti e carabinieri è compatto: chiede risorse economiche, in costante calo da anni.

I sindacati di polizia arrivano a protestare davanti al Viminale.

Febbraio 2009: la risposta del governo (sì alle ronde) è un affronto intollerabile per i poliziotti.

Il Parlamento, in uno dei rari casi di libera scelta, boccia la proposta. Ma la Lega ripropone le ronde e il governo (maggio 2009) pone la fiducia, obbligando di fatto i parlamentari al voto favorevole. Sale, alta, la protesta.

Paolo Carlotto, segretario del Silp veneto: “E’ lo Stato che deve garantire la sicurezza. Non si possono mandare i cittadini in prima linea”.

Franco Maccani, segretario nazionale Coisp (sindacato indipendente di polizia): “Non è ammissibile affidare l’ordine pubblico a dilettanti allo sbaraglio. Per noi saranno più un intralcio che un aiuto. Va potenziata la sicurezza di Stato, non quella privata”.

Cocer (sindacato dei carabinieri): “Misura impraticabile le ronde. In tempi di ristrettezze economiche si arretra ai tempi della milizia volontaria per la sicurezza nazionale”.

Tutti i sindacati di poliziotti e carabinieri (Silp, Siulp, Siap, Ugl, Consap, Coisp, Aufp) inviano una lettera al presidente Napolitano; esprimono “massima preoccupazione” circa il riconoscimento delle ronde “squadre organizzate e autogestite da privati cittadini, al di fuori di ogni controllo da parte dell’autorità di pubblica sicurezza”.

Epifani, Bonani e Polverini criticano questa politica di sicurezza: “Urlano di ronde in un momento in cui i poliziotti sono senza mezzi e senza risorse: si certifica l’abbandono delle forze dell’ordine da parte della classe dirigente”.

Per la prima volta lo Stato rinuncia alla gestione della sicurezza.

L’attenzione oggi va alle ronde; deve invece tornare a concentrarsi sulle forze dell’ordine a corto di risorse.

Ascoltiamo

– Marcello Veneziani: “Alle ronde preferisco i militari, senza dubbio. La soluzione non sono i cittadini che si arruolano come sorveglianti, ma  il supporto economico, politico e morale alle forze dell’ordine e alla loro azione”.

– Penati (presidente della Provincia di Milano): “ Basta che non siano di partito o gestite da manipoli di esaltati. Possono essere uno strumento in più. Aumenta la percezione di sicurezza dei cittadini”.

– Silvano Filippi (poliziotto): “Non si può tacere davanti al tentativo del governo di reintrodurre le ronde. Gli unici reati in crescita negli ultimi anni sono legati a droga e prostituzione: come può un militare o un volontario far fronte a questi problemi?”

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Commenti, Questione sicurezza, Riflessioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...