Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (38)

“Mamma mia, dammi 100 lire che in America voglio andar”. Forse non ricordiamo il finale di quella triste ballata: “La tua figlia l’è andada a fondo, mai più al mondo ritornerà” (da una canzone popolare)

A Lampedusa è scontro tra mentalità

Cantavamo: “Mamma mia, dammi 100 lire che in America voglio andar …”.

E’ scontro tra modi di concepire l’uomo e la politica.

Significativo è quanto afferma, il 25 gennaio 2009, parlando ai suoi concittadini, la senatrice Angela Maraventano, leghista di Lampedusa: “Gli immigrati devono stare nella loro terra. Che ce ne frega a noi di questi disgraziati? Noi dobbiamo lottare per noi. E vi posso assicurare che Berlusconi e Maroni sono nostri amici”. Ricordiamo il “chi se ne frega”?

L’idea di trattenere i clandestini nell’isola di Lampedusa non piace al sindaco Bernardino de Rubeis: “Se qualcuno ha deciso che quest’isola deve diventare un grande carcere a cielo aperto lo dica chiaramente. Lampedusa non è in vendita. La politica dei rimpatri coatti è impraticabile (l’identificazione non è semplice e i tempi sono lunghi) e creerà problemi di ordine pubblico. Ci sono stati 50 rimpatri e, in un sol giorno, ne sono sbarcati 200; altri sono in arrivo”.

Silvio Berlusconi cerca di spegnere le polemiche: “La Lega rappresenta una fascia  di popolazione; deve mantenere il consenso. Ma quando si passa alla decisione concreta,emerge il grande buon senso di Bossi”.

* Arriva il monito della Cassazione contro le “espulsioni facili”; invita i Questori a “motivare bene i decreti con i quali si intima all’immigrato di allontanarsi dall’Italia” e a tener conto “della situazione di povertà in cui si trova”. Non basta “riprodurre la formula della legge”. E’ un “no” agli ordini di allontanamento dal territorio nazionale emessi senza riferimento ai motivi specifici che rendono impossibile la permanenza negli appositi centri. E’ un “no” all’allontanamento se è colpito “uno straniero in situazione di disagio economico, come quella del migrante privo di permesso di soggiorno”. Arriva la critica della Bertolini (PdL): “Questo pronunciamento crea un grave precedente a discapito della legalità. Sentenze del genere legittimano la clandestinità. Il lavoro dei tutori dell’ordine è  vanificato da pronunciamenti della Magistratura”.

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