Considerazioni sulla nascita del Partito Democratico

Se un giovane e una ragazza si notano, può nascere una simpatia che porta all’amicizia; se, frequentandosi, sorgono quelle che il poeta Goethe definisce le affinità elettive, può nascere un amore che potrà portare al matrimonio, a una nuova entità che unisce i due come nuova unica persona.

Applichiamo l’esempio all’unione di Democratici di Sinistra e Margherita per costruire un partito nuovo. E’ stata scelta una modalità di carattere tattico (combattere il berlusconismo) e non quella capace di portare a una vera unità, smussando, se non eliminando, le diversità ideali. La scelta di fondersi ha trovato approvazione in un referendum, ma quanti degli elettori delle due parti non si sono trovati consenzienti? Era necessaria un’analisi preventiva per individuare e confrontare le diversità filosofico ideali delle due formazioni, tenendo conto che il progredire e la stessa esistenza di una civiltà non si basano solo sull’economia o sulla giustizia sociale.

Grosso errore tattico di Veltroni è stato accettare l’accordo con i radicali, non condiviso da buona parte degli elettori cattolici, non disponibili nei confronti di un Pannella che, in base alla sua personalità libertaria, ha sfidato la legge che vieta il consumo di stupefacenti fumando marijuana davanti a Montecitorio e presenta come sua bandiera l’appoggio al libero aborto e all’eutanasia. Come può una società civile avere una legge che punisce penalmente chi sopprime un gatto e una che approva l’aborto di un essere umano che cresce in sua madre? Quanti degli ex elettori di Margherita per tale causa hanno dato il loro voto, sia pure a malincuore, al centro destra? Altri hanno votato P.D. ma, usando le parole di Montanelli, turandosi il naso.

Sarà possibile fare ora quello che non è stato fatto prima della fusione? Rispondo “sì”, a patto che uno studio preparatorio filosofico ideale porti a una nuova modalità di pensiero e di scelte. Sarebbe necessario che i nostri politici riconoscessero la storia come maestra di vita. Ad esempio, si dovrebbero analizzare le negatività (individuate da Sallustio, Tacito, Tertulliano, …) che hanno portato alla decadenza dell’impero romano, negatività che si riscontrano attualmente in Italia e in tutto l’Occidente. La nostra civiltà è in fase di decadenza a causa della distruzione dei valori, della moralità, delle finalità per cui si vive, basate quasi esclusivamente sull’economia e sull’avere e non sull’essere; sui diritti più o meno corretti e non sui doveri; sul piacere distruttivo, quale quello della droga. Molti dei nostri mali, talvolta i peggiori, non sono attinenti all’economia. Il filosofo francese Henry Levy, di formazione marxista, nel considerare la decadenza dell’Occidente, arriva ad affermare: “Dovremo forse ritornare ai dieci comandamenti”. Base solida per un lavoro di ricerca è la “Dottrina sociale della Chiesa”, purtroppo sconosciuta anche ai politici di estrazione cattolica.

Raffaello Didonè

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