Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (29)

“Siamo qui oggi insieme perché abbiamo scelto la speranza al posto della paura, l’unità di propositi invece del conflitto e della discordia” (Barack Obama)

E’ vero che gli Italiani vogliono cacciare i clandestini?

Nei confronti dei clandestini ufficialmente è in atto una lotta totale. In particolare gli esponenti della Lega non aprono bocca se non dicono: “I clandestini devono andare via dall’Italia”.

Ci chiediamo se è vero. E’ certamente un’impresa cacciare dall’Italia centinaia di migliaia di persone; ma ciò che fa maggiormente dubitare della sincerità di chi minaccia la cacciata è che non ci possiamo permettere di privarci del servizio ad esempio di centinaia di migliaia di badanti: crollerebbe il sistema Italia e dovremmo spendere una grande quantità di soldi, che non abbiamo, per costruire e gestire case di riposo su tutto il territorio nazionale. Il discorso vale anche in altri settori del mondo del lavoro; parecchie categoria di imprenditori lo ripetono continuamente: c’è bisogno di manodopera non qualificata, oggi fornita da centinaia di migliaia di clandestini.

*Ascoltiamo il sindaco Flavio Tosi: “I clandestini socialmente pericolosi sono coloro, e sono tanti, non inclusi nella classifica del decreto flussi: chi ha fatto domanda di entrare nelle quote facilmente ha un lavoro, seppure irregolare e cerca la regolarizzazione. I clandestini socialmente pericolosi sono quelli che la domanda non l’hanno fatta e vivono di delinquenza e di attività illecite; sono i comunitari nullafacenti e i rom”.

Forse ci è capitato di conoscere alcuni rom e alcuni comunitari nullafacenti: secondo il sindaco Tosi abbiamo conosciuto dei delinquenti per il solo fatto che sono rom e comunitari, ad esempio romeni e polacchi, nullafacenti.

*Joanna Dunca (romena che lavora in CISL): “La legge Bossi-Fini ha favorito la presenza e l’aumento di clandestini, vincolando l’ingresso in Italia alla titolarità di un contratto di lavoro. E’ impossibile per un immigrato entrare in un paese straniero con già il lavoro in mano: il datore di lavoro prima di assumere vuole vedere di persona e conoscere chi si candida a quel posto”.

*Carlo Melegari: “Criminalizzare una presenza di tali dimensioni (i clandestini) significa creare un danno sociale enorme. A Verona ci vorrebbero campi di concentramento per rinchiudere tutti gli irregolari. La clandestinità si combatte snellendo la burocrazia e con politiche sociali a favore della regolarizzazione di chi lavora nelle aziende e nelle famiglie che si vedono costrette a pagare in nero queste persone”.

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