Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (17)

“L’istruzione deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 26)

Classi separate per stranieri che non parlano o parlano male la lingua italiana ?

Ottobre 2008: arriva la proposta innovativa principale (desolante in se stessa, ma soprattutto per come e a quali scopi viene elaborata e presentata). La Camera dei Deputati dice sì alle classi di inserimento, cioè a classi separate per stranieri che non parlano o parlano poco la lingua italiana, “per prevenire il razzismo e realizzare vera integrazione” (Roberto Cota – Lega): in classi comuni i piccoli immigrati non apprendono e impediscono ai bambini italiani di apprendere al meglio; devono prima imparare l’italiano per poi accedere ai normali corsi scolastici.

* Arriva il sì di Silvio Berlusconi: le classi di immigrati non sono discriminatorie; sono scelta di buon senso.

* Mariastella Gelmini, ministro alla Pubblica Istruzione, difende il progetto delle classi ponte: “Servono per apprendere in modo intensivo l’italiano ed elementi di educazione civica. E’ problema didattico, senza intenti discriminatori. In Europa è cosa normale. Non chiuderemo scuole nelle piccole isole e in montagna; ci saranno solo accorpamenti amministrativi e direttivi. Nessun timore per le classi a tempo pieno; sappiamo che per le famiglie sono una necessità: non spariranno; anzi aumenteranno”. Intanto si calcolano centinaia di migliaia di licenziamenti. Ne vedremo di brutte.

* Tuona “Famiglia Cristiana”, col suo direttore don Antonio Sciortino: “Al di là delle parole e magari delle buone intenzioni, la mozione sulle classi di inserimento prosegue sulla linea di rendere più difficile e complicata l’integrazione degli immigrati. Si mettono lacci e laccioli in modo da non facilitare la possibilità di integrazione e di rendere difficile la presenza straniera in Italia. Le proposte vanno nel senso dell’espulsione, non dell’integrazione”. Come il permesso a punti, la tassa d’ingresso e una serie di norme inventate dalla Lega.

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