Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (5)

“Portiamo avanti quella nobile idea trasmessa: la promessa divina che tutti gli uomini sono creati uguali e liberi e che tutti hanno diritto a realizzare pienamente la loro felicità” (Barack Obama)

Un “Nuovo Ordine Economico internazionale”

Una soluzione non dolorosa della questione migrazioni è molto difficile: lo constatiamo oggi e lo verificheremo nei prossimi decenni. Per affrontare la situazione alla radice, riprendiamo un grande progetto ONU del dopoguerra, sul quale l’umanità non ha trovato l’accordo, perché sono prevalsi gli interessi di parte, in particolare dei popoli ricchi. La crisi economica attuale può aiutare a reimpostare i rapporti finanziari, economici e sociali che non possono essere quelli sperimentati nei decenni scorsi. Un segno di speranza: nello scorso gennaio, al “World Economic Forum” a Davos (Svizzera), promosso dall’ONU, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha proposto al mondo una Carta che detti le regole per un nuovo ordine economico internazionale e un Consiglio di Sicurezza Economico da istituire presso l’ONU sulle seguenti linee di fondo:

– ribadire l’impegno al libero mercato;

– prevenire gli eccessi dei mercati. Lo Stato è guardiano dell’economia; la concorrenza va bene, ma deve essere disciplinata con regole definite e con un trasferimento di responsabilità e di poteri dagli Stati nazionali a organismi internazionali;

– un coordinamento economico internazionale;

– favorire l’uso di risorse sostenibili e promuovere la protezione del clima;

– combattere la povertà come dovere e come necessità dell’economia globale.

Occorre cercare un nuovo approccio ai problemi del pianeta. Ogni uomo, ogni popolo deve trovare il massimo bene possibile. Finché molte centinaia di milioni di persone vivono la miseria, la fuga dalle proprie terre per sopravvivere è inarrestabile. Creare le condizioni perché ogni persona possa vivere bene a casa sua è l’unica vera soluzione alla migrazione dei miseri. E’ richiesta però una decisione politica mondiale che oggi facciamo fatica a intravedere; ma nessuno può bloccare il sogno e succede (l’abbiamo visto anche pochi giorni fa negli Stati Uniti d’America) che i sogni si realizzino.

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