L’amministrazione Tosi mi preoccupa (1)

Pubblichiamo alcune riflessioni di Tito Brunelli. Sono una opinione non maggioritaria in città. Ci pare giusto aprire un dibattito. Scriveteci

Sono molto preoccupato della situazione politica e amministrativa a Verona. Ero preoccupato anche delle due precedenti Amministrazioni, nelle quali sono stato impegnato in prima persona. Ma oggi lo sono molto di più. Non mi riferisco ai risultati amministrative (sono stati pochi prima e adesso), quanto alla mentalità che si diffonde tra noi, come un venticello che ci prende. Ne delineo i capisaldi:

1) Anche a Verona è in atto una lotta spietata, sicuramente perdente, contro la storia. Negli Stati Uniti d’America la componente anglosassone, grandemente maggioritaria fino a 50 anni fa, ora non lo è più. Cresce la componente ispanica, accanto a quelle di origine africana e asiatica. Persone di ogni parte della terra sono orgogliose di essere cittadini degli USA. Con un difetto, secondo me: le componenti tendono a vivere ognuna al suo interno, anche logisticamente. Gli studiosi della popolazione da tempo ci avvertono che qualcosa di simile sta avvenendo in molti Paesi d’Europa, in Italia, a Verona. Con un dato aggravante: noi siamo uno dei popoli con meno figli: numericamente entro pochi decenni siamo destinati a precipitare. Lo vediamo tutti, se ci guardiamo intorno. Il passaggio verso la nuova Italia, verso la nuova Verona va gestito bene. Una politica lungimirante pensa a costruire il futuro; pensa alla Verona del 2020, del 2050 e oltre e mette in atto ogni possibile iniziativa perché a Verona, tra 30 anni, i cittadini vivano in sintonia, con un progetto di convivenza condiviso, costruito da tutti: insieme. Il discorso sembra logico, scontato, ma non è così: si scontra con una realtà dura, simile a quella già vissuta negli USA (pensiamo alla mafia): l’arrivo di immigrati, non solo degli irregolari, non solo dei delinquenti: degli immigrati come tali, crea di per sè disagio e paura: chi sono costoro? Vadano a casa loro! Li utilizziamo, li vogliamo per salvare il nostro benessere, per i lavori più umili, per la cura dei nostri anziani, … ma vorremmo che non fossero per le nostre strade. Se a questa mentalità che viene naturale, ai delitti gravissimi e alla piccola delinquenza di cui un discreto numero di immigrati si macchia, allo spaccio della droga, allo sfruttamento della prostituzione, fatti di per sè gravi, si aggiunge l’interesse partitico che fomenta la paura e la fa risaltare per ottenere il consenso, utilizzandola per approfondire il solco tra vecchi e nuovi veronesi, allora non se ne esce più.

In particolare a Verona oggi al centro di ogni scelta amministrativa c’è la lotta a tutto campo al ‘diverso’, di qualsiasi provenienza. Vengono sottovalutate e languono le iniziative che tendono all’incontro, al guardare insieme al futuro, al comune progetto di città.

Campione di questa mentalità è Flavio Tosi: su di essa ha costruito gran parte del suo consenso politico. Senza la “lotta per la sicurezza” cosa resterebbe dell’Amministrazione Tosi?

Tito Brunelli

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