Riflessioni: il bilancio del Comune di Verona

Tasse che pagheranno i turisti, ma che ricadono sui veronesi.

r) 25 giugno 2008: si annuncia una nuova tassa sugli autobus turistici in ingresso a Verona (ogni stagione areniana porta in città circa 7.500 pullman):

– dal 15 novembre i turisti  pagheranno un ticket è di 30 euro solo per entrare in città con un bus turistico; saranno sommati ai 30 euro per il parcheggio. Perciò per due ore di permanenza in città un bus o un pullman pagherà 60 euro: 30 di tassa e 15 per ogni ora di parcheggio. Preludio di ulteriori rincari da aprile: “dalla primavera 2009 il costo della sosta giornaliera e del nuovo ticket si attesterà su un totale di circa 100 euro”: un aumento del 233 %. Di questi 30 andranno a AMT e il resto alle casse comunali. Non pagheranno i bus delle gite scolastiche e con passeggeri diretti agli alberghi;

– sosta: sono disponibili 25 posti in via Pallone, al costo di 17 euro orarie; una volta esauriti questi scatta l’obbligo di sostare, una volta scaricati i passeggeri, nell’area predisposta all’ex Mercato ortofrutticolo, al costo giornaliero di 35 euro.  Dalle ore 22 i bus potranno penetrare in via Torbido o in lungadige Galtarossa per recuperare i turisti. Soluzione che ha creato molti inconvenienti.

– i problemi organizzativi, quelli della sosta e del controllo di chi paga sono difficili da risolvere. C’è chi non ne sa nulla. Occorre informare su dove e come pagare. Ma chi legge il sito del Comune?

Venti di guerra.

Si oppongono operatori turistici e del commercio, agenzie di viaggio e le associazione delle guide turistiche. Si rifanno al programma di Flavio Tosi, candidato Sindaco: “Sostenere il turismo implica una riduzione dei prezzi per i turisti, convenzioni con le associazioni di categoria per ridurre alcune imposte comunali sui pubblici esercizi e la revisione dei costi dei plateatici e delle utenze”. Tosi Sindaco fa il contrario: aumenta il ticket ai bus e i biglietti di ingresso a musei e monumenti cittadini. E senza servizi. “Servono soldi”. Sergio Cucini, di “Verona Tuttintorno” afferma: “Tosi ha deciso questa gabella sfidando il parere di tutti noi: ha bisogno di liquidi”.

Le guide annunciano le conseguenze di tali scelte. Verona non è meta fondamentale per chi arriva in Italia: il confronto con Roma e Venezia non esiste. Molti turisti stanno un’ora o due per visitare l’Arena e la Casa di Giulietta. Poi se ne vanno. Con le nuove gabelle si elimina il turismo ‘mordi e fuggi’. Il rischio è che molti operatori stranieri rinuncino a inserire Verona nei propri pacchetti: ci sono già segnali precisi. A Verona si può rinunciare a favore di altre città, come Vicenza. “Fondazione Arena – secondo le Guide – sarà la prima vittima del provvedimento”. Arrivano le prime disdette di agenzie straniere. La Max Harvest International, grande agenzia di Milano che lavora solo con turisti del Giappone, cancella Verona dai suoi tour. Non sarà caso isolato. Gli operatori del lago di Garda fanno presente che questa tassa danneggia tutto il sistema. Le aree di sosta per i bus, poi, sono decentrate. Si teme una emorragia di turisti. Già i pernottamenti sono in calo. Salisburgo fu una delle prime città europee a introdurre il ticket. Fu però anche una delle prime a ritirare il provvedimento quando le presenze turistiche crollarono.

Per di più non ci sarà il Palazzo del Turismo che l’Amministrazione Zanotto aveva previsto al posto del bar Borsa, come punto di informazione turistica in piazza Bra.

Dal turismo ‘mordi e fuggi’  al turismo ‘passa oltre’. Giorgio Sartori di Confcommercio afferma: “Tassare l’ospite non è buona operazione: andrebbe premiato”.

Ma l’assessore Enrico Corsi va avanti per la strada decisa: “Le critiche degli operatori turistici non ci preoccupano. Chi vuol venire a Verona non cambierà idea per pochi centesimi a persona”. Preannuncia misure per l’accoglienza: ricettività, una zona a traffico limitato per i pullman, un punto di registrazione e di pagamento unico, la possibilità di pagare preventivamente.

A livello politico, storcono il naso i consiglieri Papadia e Comencini di F.I., Elena Traverso di A.N., alcuni della lista Tosi e l’opposizione. Arriverà denaro nelle casse comunali, ma c’è il rischio di colpire e di affossare il turismo. Verona è tra le prime dieci mete turistiche preferite dagli italiani nel 2008. Giampaolo Beschin, dell’UDC, è stupito che una Giunta di centro destra sia così invasiva. Afferma: “Si rischia di cancellare Verona dai soggiorni degli stranieri. Siamo città con turismo di passaggio”. L’ex Sindaco Zanotto vede Verona come una città che si chiude in se stessa.

* Il ticket entra in vigore e arrivano le prime polemiche e le prime multe, soprattutto per autisti stranieri: non hanno pagato il parcheggio (15 euro all’ora), convinti che rientrasse nel ticket. Un autista: “Temo che Verona farà la fine di Pisa: da quando è stata introdotta la tassa d’ingresso di 100 euro non ci va più nessuno”.

“E’ una Babele assoluta. L’improvvisazione domina”, affermano le Guide

* Interessante, per capire come funziona la politica, è quanto scrive Diego Di Carlo su un numero de “Il Verona” del settembre scorso. Sintetizziamo.

“Anno 2004: il sindaco Zanotto propone i ticket di ingresso in città per i bus turistici. Reagiscono i consiglieri di centro destra Papadia, Leso e Tosato: “E’ un provvedimento sbagliato che determinerà un calo delle presenze turistiche a Verona; un provvedimento di carattere fiscale che ha come unica finalità quella di raccogliere nuove tasse per rimpinguare le casse comunali”. Il Presidente degli Industriali: “Nel caso dei ticket sugli autobus turistici, l’Associazione Industriali sottolinea un pericolo insito nel provvedimento, pericolo che la città non deve correre, tenendo anche conto della flessione di pubblico all’Arena, una flessione che il provvedimento contribuirà ad aumentare”.  Il portavoce degli albergatori di Assindustria: “Pensare di tassare oggi il turismo avrebbe riflessi negativi su tutta Verona”. I Presidenti di ASCO-Confcommercio e dell’associazione albergatori-Confcommercio: “Il ticket sui bus ha il sapore della vecchia imposta di soggiorno che è stata soppressa in virtù della sua iniquità. Quali servizi può offrire in più la città in ragione di questa tassa? Nelle aree di sosta dei bus saranno presenti servizi di toilette, di ristoro e un’adeguata vigilanza?”. Si scatenò l’inferno. L’Amministrazione Zanotto ritirò il provvedimento. Oggi la Giunta fa qualcosa di simile e quei signori non aprono bocca; eppure gli introiti previsti non hanno alcuna destinazione specifica; il ticket ha le stesse analogie con la vecchia tassa di soggiorno; nelle aree di sosta non sono previsti servizi di alcun genere”.

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