AFRICA. Dall’istruzione all’Educazione.

Il continente africano sta vivendo da decenni situazioni davvero difficili e per certi versi paradossali. Alcune le conosciamo per averne sentito parlare nei media e dalle persone che in questi anni hanno avuto l’occasione di recarsi in questa immensa terra, culla dell’umanità. Spesso si parla dell’Africa quando si tratta di carestia, di guerre, di fame, di malattie, di rapimenti, di corsa per impossessarsi delle mille materie prime, ecc..: solo allora questo continente ha l’onore della cronaca.

Per me la sfida piu grande che l’Africa deve rilevare in questo momento e nei prossimi anni riguarda l’Educazione, intesa non come semplici nozioni da impartire alle persone, ai ragazzi perché sappiano scrivere, leggere e calcolare, ma piuttosto come un nuovo modo di essere se stessi facendo tesoro delle proprie risorse, dei propri errori e di quelli altrui, ma soprattutto una forma nuova di essere cor-responsabili del proprio futuro.

I problemi di malnutrizione, dell’analfabetismo, della deforestazione, delle violenze nei confronti delle donne, dei conflitti tra etnie o della schaivizzazione dei bambini, ecc.. necessitano di approcci nuovi e di soluzioni innovative. In questo potrà essere di grande aiuto l’Educazione-Istruzione, il nuovo cartello di tornasole per il continente africano.

L’Educazione va intesa come un viaggio nel recupero della propria memoria, di una storia fatta di tradizioni orali, artistiche, musicali; di esperienze spirituali, di lingue e di saperi. Se per tanti anni gli africani e le loro istituzioni hanno pensato che bastasse saper leggere e scrivere, cioè essere istruiti per essere in grado di trovare soluzioni ad ogni problema, oggi occorre pensare diversamente.

La bramosia dell’istruzione ad ogni costo ha accompagnato i giovani africani in questi anni postcoloniali, spesso senza una diffusa presa di coscienza delle realtà che hanno introdotto diversi mutamenti nel continente. Questo ha portato a conseguenze gravi quali la corruzione, l’individualismo, il tribalismo, l’etnocentrismo e un forte complesso di inferiorità/superiorità degli uni  nei confronti degli altri. Situazioni paradossali che hanno lasciato segni  quasi indelebili nel cuore della madre Africa. Ecco che è importante oggi riportare al centro delle questioni e delle sfide africane la madre di tutte le sfide: una educazione che cammini passo dopo passo con l’Istruzione e con i suoi modelli di apprendimento.

L’Educazione vissuta come presa in considerazione delle proprie capacità e delle risorse che rendono possibile affrontare i problemi dell’Africa e un diffuso senso di corresponsabilità rappresentano una garanzia di futuro. Educazione come una sorta di maieutica antropologica “made in Africa”.

Essere educati potrà significare allora per ogni cittadino africano essere in grado di guardare in faccia i problemi  cosi come si presentano, senza sotterfugi, chiamandoli per nome ed adoperandosi perché siano risolti partendo naturalmente dalle proprie risorse umane ed economiche, senza ricorrere sempre a “i miracoli dall’alto dei cieli”. A partire dall’educazione come modus vivendi si potranno recuperare valori come il rispetto degli anziani e della loro proverbiale saggezza, la figura delle donne e delle madri, la valorizzazione e la cura dell’ambiente e delle sue risorse energetiche ed ambientali, l’impiego del denaro pubblico,  la valorizzazione dei saperi e della conoscenza delle erbe, la centralità  del ruolo della comunità e dunque del bene pubblico, la valorizzazione delle esperienze della democrazia consensuale e non solo numerica.

La sfida dell’Educazione-Istruzione può essere per l’Africa l’ultima e la piu importante carta da giocare per il suo rapporto con l’Europa e gli altri continenti per quello che riguarda la grande questione del Destino comune legato a meccanismi umanitari, all’immigrazione, alla accoglienza, alla cooperazione, all’utilizzo delle risorse, in special modo delle materie prime, ai conflitti provocati dallo sfruttamento di queste materie prime. Oggi ci sono le premesse perché questa sfida Educazione-Istruzione entri nella riflessione colletiva ed individuale. Abbiamo bisogno di aprire il cammino. Non sarà facile, ma avere il coraggio di farlo è un primo passo importante.

Jean-Pierre Sourou Piessou

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...