Diciamo la nostra. Va bene o no il progetto “Grandi Mostre”?

1) L’Amministrazione Tosi, come tutte le Amministrazioni, ha bisogno di mostrare ai cittadini che lavora, produce e cambia in meglio la città. Finora è riuscita nell’intento per le iniziative eclatanti legate alla sicurezza dei cittadini. Su questo tema il Sindaco è stato bravissimo: negli anni scorsi e, con particolare impegno, durante la campagna elettorale del 2007, ha lavorato per evidenziare tutto ciò che crea disagio in questa società in trasformazione, portando la città, e non solo, alla percezione di trovarsi in uno stato insopportabile di delinquenza diffusa. E ha guadagnato tanti voti. Da Sindaco ha preso iniziative, anche valide, che favoriscono la percezione dell’allontanamento delle persone ‘pericolose’ e, di conseguenza, di una crescente sicurezza del singolo cittadino. E ha guadagnato tanti consensi popolari. Bravissimo: sul piano della percezione più che della realtà, che nella nostra società interessa sempre meno. Da quando è sceso in campo Silvio Berlusconi è così: prevale la politica dell’apparire, dell’annunciare con sicurezza.

Il sindaco Tosi, però, sa bene che non si può continuare così per cinque anni; deve promuovere iniziative anche in altri campi, tenendo conto che i soldi a disposizione sono sempre meno e che, con il bilancio 2008, i soldi disponibili sono stati utilizzati ed è difficile trovarne ancora.

Ecco perciò la grande idea: fare di Verona la città delle esposizioni culturali, delle grandi mostre capaci di muovere grandi masse di persone e di attrarre televisioni e interesse diffuso. Marco Goldin è il personaggio adatto: in pochi mesi diventa attrazione per i veronesi e per molti in Italia.

Tosi crede nel successo e nella ‘visibilità’ dell’impresa ed è disponibile a fare pazzie perché Goldin riesca nell’intento, anche a costo di privare del minimo indispensabile i nostri musei cittadini, tra i più quotati d’Italia; è disposto anche a perdere Giorgio Cortenova, dimessosi da direttore della Galleria d’Arte moderna: non sopporta che pretenda il rispetto per la sua professionalità e per il museo al quale ha dedicato molti anni della sua vita.

2) Il sindaco Tosi critica la ripetitività delle mostre cittadine, il fatto che attraggono un numero relativamente limitato di persone, l’aiuto insufficiente all’economia cittadina. Dice: “Occorre novità. Occorrono progetti popolari, che facciano venire a Verona non i soliti intenditori, ma il popolo normale. Occorre qualcosa che esca dagli schemi, che muova l’ambiente”. Proprio lui si presenta come araldo della cultura europea e internazionale: un bel colpo!

3) Peccato che subito emerga la verità di Verona. La questione si pone nei termini reali: rende economicamente o no una mostra di Goldin? Rende di più dei congressi che portano spesso alla Gran Guardia centinaia di convegnisti che riempiono gli alberghi della città? A questa domanda la risposta di Tosi appare non convincente e se convincente non è non si va avanti. E’ il mercato che determina le scelte; la cultura non c’entra. Ciò che conta è il guadagno e l’apparire.

4) La questione si scontra con la lotta politica in atto per la conquista della Regione Veneto. Tosi tende ripetutamente a rompere i rapporti con Galan, anche in modo plateale. Sa che senza il benestare della Regione tutto il progetto “Grandi Mostre” si complica, quasi diventa un miraggio. Non importa: lo scontro si fa e Tosi lo vuole fare da protagonista: è l’eroe popolare che procede, magari contro il muro, contro i potentati che lui presenta come anti popolari, impersonati da Galan. Il popolo capirà e lo premierà.

5) Non importa nulla a Tosi degli studiosi e dei competenti veronesi, dei 220 personaggi della cultura, a partire da quella accademica, che lo criticano perché non tiene conto delle ricchezze artistiche veronesi. Non gli interessa la scuola. Non tiene conto neppure delle proteste dei dipendenti comunali addetti alle iniziative culturali, come non tiene conto dei direttori dei musei cittadini e dei loro collaboratori. Fa finta di niente anche di fronte allo smarcarsi di Cariverona e di Banco Popolare. Addirittura se ne infischia delle risposte negative delle categorie economiche. Si tratta sempre di poche persone: lui è il paladino del popolo e al giudizio del popolo si appella.

6) Addirittura (fatto gravissimo!) il Sindaco modifica un regolamento comunale per poter finanziare un privato, Marco Goldin, che lavora, giustamente, per guadagnare. Se ne infischia del volontariato sociale, di sostenerlo per quanto possibile: si arrangi. Il Comune spende i soldi come vuole: a favore di Goldin.

7) Nessuno è contrario alla realizzazione di “Grandi Mostre” a Verona; anzi, ne saremmo tutti lieti. L’iniziativa però deve essere della città. Deve partire dalla coscienza chiara delle nostre ricchezze artistiche e culturali. Deve coinvolgere tutte le persone che operano nel settore, valorizzandone le qualità e le esperienze. Deve allargare le relazioni a livello internazionale, promuovendo scambi e contatti. Guai se si mortificano i responsabili e gli esperti locali. Guai se non sono coinvolte tutte le istituzioni culturali cittadine. Guai se gli istituti bancari e il mondo economico si sentono utilizzati per le loro disponibilità finanziarie e non si percepiscono come co-protagonisti dell’impresa. Guai se si dà anche solo l’impressione di voler non valutare o addirittura smantellare il museo di palazzo Forti, arrivando al punto di metterlo in vendita  senza reali alternative di una sede all’altezza. Guai umiliare i nostri musei. Tosi ha sbagliato l’impostazione, proprio perché quella del coinvolgimento della città non gli interessa: vuole il colpo, l’immagine nitida della sua forza, della sua capacità: è lui il Sindaco. Gli altri, soprattutto quelli che non si sottomettono, che hanno idee e proposte, sono nemici da ignorare. Si è comportato allo stesso modo in tutti i settori.

8 ) Una proposta culturale seria si batte per creare le premesse della continuità del processo artistico culturale, che necessariamente è basato su opere e operatori locali, unica garanzia di un lavoro che va avanti. A Tosi non interessa.

9) Arriva alla fine la domanda cruciale: quali sono le priorità per il progetto culturale veronese, tenendo conto anche dei soldi che sono a disposizione? Viene prima il progetto “Grandi Mostre” o la sopravvivenza di “Fondazione Arena”? Viene prima “Grandi Mostre” o l’investimento a favore dei musei e dell’arte locale? Viene prima “Grandi Mostre” o la consapevolezza diffusa del nostro patrimonio artistico-culturale e dell’importanza delle persone che lo custodiscono e lo propongono? “Grandi Mostre” va bene, al servizio però di un grande progetto dei Veronesi che conoscono e diventano promotori orgogliosi della ricchezza d’arte e di storia che custodiscono, a favore di tutti. Altrimenti non è progetto culturale cittadino, ma colpo di teatro di un Sindaco che è “er più”, “al di là” e “al di sopra”.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Commenti, Comune Verona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...